Sarà riaperta al culto domani, sabato 24 ottobre 2026, la chiesa Cattedrale di Sant’Angelo dei Lombardi.
La solenne Concelebrazione eucaristica si terrà alle ore 18.00 e sarà presieduta dall’Arcivescovo Pasquale Cascio.
La chiesa è stata chiusa per circa un anno per realizzare importanti lavori di messa in sicurezza. I fondi utilizzati appartenevano a una misura specifica del Pnrr rivolta agli edifici di culto di proprietà degli enti ecclesiastici.
Nello specifico, nell’iter seguito dall’ufficio tecnico diocesano, si è trattato di un miglioramento sismico degli interventi post-terremoto del 1980. Infatti la nuova dedicazione, dopo lo sfregio vissuto in quella triste notte del 23 novembre, era avvenuta nel 1999 al termine di lunghi interventi per far risorgere la struttura medievale dalle sue ceneri, come una fenice.
Quindi si è provveduto a intervenire con l’utilizzo di materiali innovativi e di altissima qualità, non presenti all’epoca del primo restauro.
Dopo ventisette anni, inoltre, è stato totalmente rifatto tutto il manto di copertura degradato dalle intemperie. Si è aggiunta una serie di restauri all’interno della struttura, che ha interessato la parte degli stucchi e alcune opere artistiche.
In definitiva non si è toccato l’adeguamento liturgico realizzato secondo le norme conciliari già effettuato nel 1999, né la struttura in sé.
Oggi l’edificio è più sicuro dal punto di vista sismico e fa guardare con maggiore fiducia al futuro di questo bene, simbolo storico, artistico e architettonico dell’intera comunità.
Proprio la comunità santangiolese si riapproprierà nel pomeriggio di domani di una delle diramazioni delle sue radici grazie alla rappresentanza del primo cittadino, Rosa Anna Maria Repole.
Il parroco don Piero Fulchini riprenderà la vita pastorale ordinaria già dal giorno dopo, domenica, dopo aver celebrato in questi mesi ospite del centro di comunità, messo a disposizione dall’Amministrazione comunale.
I rappresentanti, parroci e sindaci dell’intera diocesi sono stati invitati alla riapertura, a simboleggiare la centralità del luogo dove è presente la cattedra, ovvero il seggio del Vescovo, che sintetizza in sé l’unità di tutte le parrocchie presenti nel territorio diocesano.
