Ariano, raduno da amarcord ai Vecchi Vigneti

Ricordi di gioventù, mescolati da tante emozioni legate ad un pallone...

Ariano Irpino.  

Metti un gruppo di adolescenti tra fine anni 60’ e inizio anni 70’, una squadra di calcio, un quartiere del Tricolle super popolato di giovani ed ecco la storia di una grande amicizia, che ha retto per oltre quarant’anni, alle distanze geografiche e alle vite diverse dei vari protagonisti. Una storia di amicizia e di sport tra Ariano e Grottaminarda quella che riguarda la squadra di calcio ‘Il Castello’, che sul finire degli anni ’60 partecipò al Torneo di primavera, manifestazione sportiva che raccoglieva e faceva sfidare giovani calciatori di squadre appartenenti a vari paesi irpini. Antonio Affidato, Augusto Miedico, Franco Grasso, Nicola Colangelo, Giovanni Melchionna, Gaetano Carpentieri, Maurizio Squarcio, Rocco Donnarumma, Antonio Vece erano quegli adolescenti pieni di sogni e di speranze, uniti da un forte legame di amicizia e da un profondo amore per lo sport e per il calcio in particolare. Rocco Donnarumma e Antonio Vece erano i giocatori che arrivavano in trasferta da Grottaminarda e facevano squadra con tutti gli altri, che vivevano nel centro storico di Ariano, tra via Castello e l’antico borgo della Guardia. Erano quelli i tempi felici del centro storico del Tricolle, pieno di vita e di giovani. Poi si sa, gli anni passano, la vita porta in direzioni diverse e magari ci si perde temporaneamente di vista pur continuando a tenere vivo il ricordo di risate e pomeriggi spensierati sul campo da gioco, a correre dietro un pallone, raccontandosi i primi amori, ridendo per i libri  lasciati svogliatamente  su una scrivania, delle giornate di scuola marinate. Capita anche che si voglia far rivivere quel ricordo e trasformarlo, dopo quarant’anni, in una piacevole serata tra amici. I giocatori della squadra Il Castello hanno dato vita così ad una rimpatriata da amarcord ad Ariano Irpino presso il rinomato locale Vecchi Vigneti, giungendo, non soltanto da Grottaminarda, ma, come nel caso di Augusto Miedico, anche da Genova pur di rivedere i compagni di tanti momenti felici. Emozionati nel ritrovarsi insieme: “Questa è la storia di una grande amicizia, un tempo, a differenza di quanto accade oggi tra i giovani, certi legami erano sinceri, sentiti, c’era solidarietà, ci si aiutava l’uno con l’altro e il tempo e le distanze nulla potevano se ci si voleva davvero bene. Il centro storico di Ariano, poi, non era certamente come quello di oggi: basti pensare che in pochi metri di strada vivevano così tanti ragazzi da formare una squadra di calcio”.

                                                                                                              Gianni Vigoroso