Ex Irisbus, niente accordo: futuro ancora più incerto

Vertice a Roma per il rinnovo della Cig, l'azienda vuole andare avanti per 3 mesi

ex irisbus niente accordo futuro ancora piu incerto

I lavoratori chiedono almeno 12 mesi per definire il piano industriale e gli attori che entreranno nel progetto

Avellino.  

Vertice sul rinnovo della cig per i lavoratori della Iia di Flumeri. Nessun accordo, chiesto un rinvio.Il progetto del governo di un polo per la produzione di autobus è ancora lettera morta e resta un rebus il futuro della grande azienda irpina. 

Al tavolo erano presenti l’ad di IIA Antonio Bene, il sindacato locale e nazionale e le Rsu degli stabilimenti d Flumeri e Bologna nonché i referenti delle Regioni Campania e Emilia Romagna.Una riunione fiume alla fine della quale si è optato per un verbale di rinvio. I sindacati avevano chiesto la proroga della cassa integrazione per dodici mesi, il tempo necessario a capire chi sono gli attori interessati al progetto e qual è il piano industriale.

Dall'altra parte l'azienda, per mancanza di liquidità, ha proposto di continuare la cig per soli altri tre mesi. Inaccettabile secondo i lavoratori che dal 1 aprile non potranno più accedere agli ammortizzatori. I sindacati hanno chiesto quindi la convocazione urgente di un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico perchè si arrivi alla definizione del piano industriale ma prima ancora per avere chiarimenti su chi saranno gli attori in campo.

Durante l'ultimo tavolo di crisi Ferrovie dello Stato aveva confermato l’interesse al progetto, Leonardo-Finmeccanica intendeva incrementare la propria partecipazione societaria e Invitalia aveva espresso la volontà di proseguire nell’operazione di rilancio. Ora è chiaro che quelle intenzioni sono rimaste sulla carta.

Lo scorso 11 dicembre l’assemblea degli azionisti di lia ha ricapitalizzato l’azienda, ora controllata al 70 per cento dalla turca Karsan (ex socio di minoranza), e per il restante 30 da Leonardo. Una soluzione “tampone”, della durata di 40 giorni, giusto per evitare il fallimento dell’azienda a causa dei debiti, mantenendola in attività, in attesa che torni sotto il controllo pubblico. Ma ancora non c'è traccia dell’annunciato progetto del Governo di creare un polo pubblico per la produzione di autobus per impedire la delocalizzazione all'estero. 

L’ipotesi alla quale si sta lavorando è l’ingresso di Invitalia e la progressiva riduzione delle quote societarie dell’azienda turca Karsan.