È stato raggiunto l’accordo per il ricorso alla cassa integrazione guadagni ordinaria allo stabilimento Menarini di Flumeri, a causa del calo delle commesse.
Lo strumento partirà dal 9 febbraio con un primo fermo che interesserà 60 lavoratori, per poi estendersi progressivamente fino a coinvolgere circa il 90% delle maestranze a metà del mese di aprile. La durata complessiva prevista è di 13 settimane.
Nel corso del confronto è stato inoltre chiarito che il ricorso alla Cigo non inciderà in alcun modo sui percorsi di stabilizzazione dei lavoratori con contratto in scadenza nel periodo di riferimento. Gli impegni assunti dall’azienda restano confermati e non vengono messi in discussione dall’utilizzo dell’ammortizzatore sociale.
Tuttavia, allo stato attuale, le 13 settimane di Cico annunciate potrebbero non rappresentare l’unico periodo di ricorso agli ammortizzatori sociali.
La nota congiunta di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm Avellino
"L’assenza di certezze sulle prospettive produttive e sull’andamento delle commesse alimenta forti preoccupazioni tra le lavoratrici e i lavoratori e rende evidente il rischio di ulteriori estensioni della cassa integrazione.
La situazione che si è venuta a determinare è riconducibile a una mancanza di strategia. Nel nostro Paese esistono risorse economiche disponibili e una reale esigenza di sostituire un parco autobus ormai obsoleto, puntando su mezzi sostenibili e a basso impatto ambientale.
Menarini rappresenta l’unica azienda italiana che produce pullman, e per questo è di importanza strategica per il sistema industriale nazionale, non solo per il ruolo che ricopre nella filiera del Trasporto Pubblico Locale, ma anche per le competenze tecnologiche, l’innovazione e l’occupazione qualificata che esprime, in particolare nel Mezzogiorno.
In questo contesto, le lavoratrici e i lavoratori hanno già fatto fino in fondo la propria parte, garantendo responsabilità, flessibilità e professionalità, e accettando ancora una volta il ricorso agli ammortizzatori sociali per tutelare la continuità aziendale. Ora non possono essere loro a pagare il prezzo di ritardi e scelte mancate.
Nonostante ciò, le politiche nazionali continuano a scontare gravi ritardi, in particolare nel bandire le gare pubbliche necessarie per il rinnovo del trasporto pubblico locale. Ritardi che oggi producono effetti diretti sull’occupazione e su uno dei poli industriali più importanti del Sud.
Una responsabilità che va attribuita a una politica disattenta, incapace di trasformare risorse e fabbisogni in atti concreti, lasciando lavoratori e territori a pagare il prezzo di scelte mancate.
Alla luce di questo quadro, diventa indispensabile la riapertura immediata del tavolo di crisi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), al fine di affrontare in maniera strutturata la situazione produttiva e occupazionale del sito di Flumeri, scongiurare il rischio di ulteriori periodi di Cigo, individuare soluzioni concrete e garantire prospettive industriali certe per il futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori.
Come parti sociali chiediamo un immediato cambio di passo, con l’accelerazione delle procedure di gara e la definizione di una strategia industriale coerente che metta al centro il lavoro, l’innovazione e la transizione ecologica, evitando che aziende strategiche come Menarini siano costrette a ricorrere ripetutamente agli ammortizzatori sociali".
