Festa e De Caro: "E ora costruiamo il nuovo centrosinistra"

L'analisi del voto a 10 giorni dalla vittoria. Zingaretti? De Luca? Decidano da che parte stare

festa e de caro e ora costruiamo il nuovo centrosinistra

Lo schieramento che ha sostenuto Gianluca Festa alle amministrative di Avellino prende possesso di uno spazio politico che in realtà esiste da sempre nella moderata irpinia, ma che da troppo tempo, dicono, è stato “occupato” in maniera illegittima

Avellino.  

“Sarà una rivoluzione, cambieremo tutto, facce, metodi, persino la sede del Pd non sarà più quella. Il tempo della mediazione è finito. Abbiamo vinto. Ora sotto a costruire il vero centrosinistra: ampio, inclusivo che tenga dentro tutti coloro che non si riconoscono più in quel Pd che ha perso. Le regionali sono tra 11 mesi. “Ora” Avellino diventa laboratorio costituente di una nuova esperienza politica. Zingaretti? De Luca? Decidano da che parte stare”.

Il messaggio è chiaro. A dieci giorni dalla clamorosa vittoria elettorale del 9 giugno lo schieramento che ha sostenuto Gianluca Festa alle amministrative di Avellino prende possesso di uno spazio politico che in realtà esiste da sempre nella moderata irpinia, ma che da troppo tempo, dicono, è stato “occupato” in maniera illegittima, preso in ostaggio da “mesterientanti della politica, ricattatori seriali, ingrati, persone che hanno campato sulle spalle della politica”.

Il gruppo dirigente di Via Tagliamento è avvertito. E poiché la resa dei conti non è avvenuta nei tempi e nei luoghi deputati, ci hanno pensato gli elettori a cambiare le carte in tavola. E adesso subito le dimissioni del segretario Di Guglielmo e congresso.

Dalla sala blu del carcere borbonico i “quattro” vincitori di questa incredibile tornata elettorale non hanno fatto sconti a nessuno.

Il neo sindaco Gianluca Festa, il deputato di riferimento, Umberto del Basso De Caro, Livio Petitto e Angelo D'agostino. In platea Francesco Todisco che sarà l'anima più a sinistra del gruppo. E poi da Nusco Ciriaco De Mita che offre il suo pensiero. Un gesto che l'ex sottosegretario accoglie con inatteso entusiasmo: «Ha offerto il suo pensiero? Benissimo, i pensieri sono sempre ben accetti soprattutto quelli alti»

Ed eccolo qui, il nuovo centrosinistra in nuce che si andrà via via allargando man mano che ci avviciniamo alle prossime elezioni regionali. Ma prima bisogna “mettere le cose a posto” nel Pd, che è partito di maggioranza relativa.

Livio Petitto: “ Il Pd non riesce a fare un passo indietro, allucinante il suo attaccamento alla poltrona, sappiamo chi manovra i fili, attendiamo che ci siano forti prrovvedimenti dall'alto dalla segreteria nazionale. Salutiamo con gioia nomina di Oddati, membro della segreteria nazionale con delega al sud, ci darà una mano, lui ha vissuto in prima persona la vicenda amministrativa di Avellino, confidiamo in lui”.

“Ora si alza un grido - aggiunge l'ex presidente del consiglio comunale – Abbiamo la necessità di fondare un vero e proprio centrosinistra: inizieremo una serie di incontri programmatici, gli stati generali, perché non vanno disperse le energie. L'associaizone Ora vorrà rappresentare tutti coloro, e sono davvero tanti, che non hanno più casa in quel Pd”.

“ I veri Dem siamo noi”. Lo ha urlato il sindaco Festa quando ha preso la parola, e per prima cosa ha ringraziato tutti:  “Il 9 giugno è stata un'impresa. Si è stato il mio sogno, ma la città ha scelto da che parte stare. Noi abbiamo scelto tempo fa di tenere i mesteranti della politica fuori, i ricattatori seriali, gli ingrati, coloro che hanno campato sulle spalle della politica, abbiamo deciso di coinvolgere le persone libere. La città meritava un'amministrazione che si dedicasse solo al bene comune. Il 9 giugno la nostra Avellino ci ha consegnato un risultato che ci aiuta a scrivere una storia nuova. Ora è il momento delle scelte. Zingaretti deve scegliere: questo è il vero pd, che esprime due terzi dei consiglieri comunali iscritti al pd oltre che il sindaco, e c'è un pd minoritario che non merita attenzione. E dovrà scegliere anche il governatore De Luca, mio caro amico”

Durante tutta la campagna elettorale il Governatore si è visto molto poco da queste parti. Però è arrivato il vice, Fulvio Bonavitacola, verso il quale Festa ha lanciato i suoi strali.

“Noi abbiamo avuto contro questo vice governatore che è entrato a gamba testa nelle elezioni di Avellino e farebbe meglio a rimanere tra Montella e Salerno, anzi meglio se resta a casa sua. La Fortini, i tre consiglieri regionali, i vertici dell'azienda ospedaliera e dell'alto calore non mancava nulla, tutti contro ce li avevamo”.

“Ora anche De Luca dovrà scegliere da che parte stare. Quando sento dire: è il momento della mediazione. Rispondo: No! È il momento di chi ha vinto e chi ha perso, e noi abbiamo vinto!”Lla rivoluzione. E questa vittoria, assicura Festa, cambierà tutto. “Ora finalmente possiamo costruire il Partito Democratico. Che parli di contenuti, di problemi della gente: sono mesi che non si sente una parola su welfare, sul lavoro, sento solo di qualche disoccupato che occupa la segreteria e che cerca incarichi, non possiamo essere un'agenzia per il lavoro”

I soldi dei tesserati. “Per molti il partito è il posto in cui si spendono i soldi dei tesserati e io vorrò sapere come hanno speso i soldi in questa campagna elettorale. Ci sarà un'operazione verità. Noi cambieremo tutto, dico tutto, anche la sede del partito democratico, perchè comincerà una storia nuova. Possiamo farlo perchè non siamo soli”.

Umberto delBasso de Caro è certo che non ci vorrà molto: “Zingaretti dovrà scegliere, e penso che lo farà in maniera oggettiva e con quel minimo di civismo che la politica impone. Arrivare secondo non serve a niente. O hai vinto o hai perso. Noi la scelta l'abbiamo fatta in epoche non sospette con Livio Petitto e Angelo d'Agostino. Ci abbiamo messo un'ora in un'enoteca chiusa al pubblico quel giorno, l'11 ottobre. Per me che sono stato capolista del pd avellino e benevento schierarsi contro una decisione della federazione non è stato facile. Ma avevamo e abbiamo migliaia di ragioni da vendere”

“Ora il segretario provinciale Di Guglielmo prenda atto e tragga le conseguenze. Il segretario di federazione mica è un mestiere. È un incarico che ha senso se ci sono risultati politici, ma se ci sono orrori, deve andarsene” aggiunge De Caro.

“Avevano deciso da settembre ma non hanno avuto coraggio di dirlo, abbiamo dovuto recitare la commedia degli inganni. E quel sabato santo Gianluca Festa chiese le primarie e lo mettemmo per iscritto. Oppure una larga consultazione degli iscritti al pd, sono 1200, era possibile. La piattoforma Rousseu decide in poche ore se il capo politico deve andare avanti, noi non riusciamo a fare una consultazione. La verità è che avevano già deciso.

“Ora si deve prendere atto di risultati elettorali che non parlano, ma cantano. Gli amici ci chiedono di fare chiarezza. Di mettere le cose a posto. Ne cito uno su tutti, il dottore Stefano La Verde” continua De Caro.

Le elezioni regionali. “Tra 9 mesi saremoqui a fare le liste per il rinnovo del consiglio regionale e anche lì daremo corpo e fondo alle nostre energie per eleggere il consigliere di avellino che sarà diverso da quello che c'è. È una battaglia politica che serve a rimettere l'irpinia al centro”

E a chi lo ha accusato di essere “straniero” essendo di Benevento De Caro risponde: “Osservo che la differenza che separa Benevento da Avellino è di gran lunga inferiore dalla distanza che separa Avellino da Calitri e da Lioni” (città di Rosetta d'Amelio ndr) Io continuerò a fare la mia parte per Avellino. L'ho fatto in passato: l'housing sociale l'ho fatto io 18 milioni del ministero delle infrastrutture. Abbiamo lavorato con Livio al ministero per recuperare i fondi della 219, e Petitto ha fatto recuperare fondi per tutta la provincia non solo per la sua città. Vincere ad Avellino è una soddisfazione troppo grande cui non può corrispondere un impegno altrettanto grande. Gianluca ha vinto contro gli apparati. È stata una battaglia fortissima straordinaria”

Il voto ad Ariano. “Qualcuno si intesta il risultato. Io non mi intesto niente – aggiunge De Caro - Mica si può dire il sindaco è mio. Però Franza a chiesto a me di fare la chiusura. Al netto di rapporti antichissimi con la sua famiglia. Un altro ragazzo straordinario che ad Ariano ha fatto un miracolo. Non ha combattuto contro uno qualsiasi”. E nessuno può intestarsi la vittoria, ma abbiamo collaborato a conquistare comuni come Mercogliano e Montoro. Quindi si - conclude il deputato del Pd – ci sono tutte le condizioni per ricostruire il centrosinistra. E Avellino sarà laboratorio politico e capofila. Auguri a Festa”.