Sullo, le idee di un politico che guardava il futuro

Nel ricordo dell'onorevole Gianfranco Rotondi la vita di uno degli irpini più rappresentativi

sullo le idee di un politico che guardava il futuro

Le idee, diceva Sullo, devono generare fatti. E i fatti oggi parlano per lui: la rete di infrastrutture nel Sud, le autostrade, la Milano-Bari, la Napoli-Salerno, l’università e il Porto di Salerno, l’Ofantina, l’Alto Calore.

Avellino.  

di GIANFRANCO ROTONDI

Oggi al Teatro Gesualdo di Avellino il professor Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dei Ministri, renderà un omaggio incommensurabile alla città di Avellino, ricordando l’uomo politico che l’ha rappresentata in parlamento dall’alba della democrazia fino al 1987, al compimento della penultima legislatura della cosiddetta prima Repubblica.

Il gesto del professor Conte merita particolare gratitudine. Esso ripara una certa pigrizia collettiva della città nel ricordo del suo figlio più rappresentativo. Perché Sullo fu e si sentì sempre cittadino di Avellino, anche quando spostó la residenza a Salerno, per valutazioni elettorali.
La presenza del capo del governo in città ricompone una storia, e non a caso ad ascoltare Conte ci sarà tutta la deputazione avellinese della prima e della seconda Repubblica, senza distinzioni di colore politico.

Usciamo ora dal perimetro commemorativo e proviamo a domandarci cosa abbia di attuale il modello sulliano.

Sullo amava definirsi -fu un suo slogan elettorale- "l’uomo dei fatti che nascono dalle idee".

Ecco, le idee.

Sullo fu uomo di idee e contenuti severi: approdó al cattolicesimo politico passando per una tentazione azionista e persino socialista, da studente curioso e allenato al confronto e alla verifica delle idee. Questa scuola politica oggi non c’è più.
Essa vigoreggiava in un tempo in cui i contadini erano analfabeti ma seguivano la tribuna politica tutti assieme al bar e parlavano poi di socialismo, di libertà, di nazione.

Nel tempo della connessione totale ci crediamo più informati ma discutiamo e conosciamo meno dell’elettorato che votava per Sullo.

Le idee, diceva Sullo, devono generare fatti. E i fatti oggi parlano per lui: la rete di infrastrutture nel Sud, le autostrade, la Milano-Bari, la Napoli-Salerno, l’università e il Porto di Salerno, l’Ofantina, l’Alto Calore. E sul piano nazionale la biografia di Sullo coincide con fatti ancora più clamorosi,pur quando rimasero incompiuti per le ostilità delle élite del tempo: la riforma universitaria,la legge urbanistica mia più varata. E poi le scelte politiche:l’appoggio alla Repubblica nell’Irpinia monarchica e conservatrice; la difesa dell’autonomia e della laicità della Dc in tempo di invadenze clericali; l’apertura al centro sinistra; la scommessa, pur talvolta intermittente, sul rinnovamento e le giovani generazioni; il no alla crociata fanfaniana sul divorzio.

Questo e tanto altro si potrebbe raccontare oggi ai ragazzi riuniti al Gesualdo per ascoltare la lezione del professor Conte sul contributo dei cattolici alla Costituente.
Invece non ci saranno racconti che Sullo avrebbe trovato noiosi e celebrativi, l’omaggio del capo del governo a Sullo sarà nella scelta di tenere una lezione agli studenti della sua città.

Sono certo che Fiorentino Sullo seguirà  anche lui la lezione con lo sguardo accigliato che assumeva quando era veramente commosso.