In merito agli esiti dell'ultimo Consiglio Provinciale e alle decisioni assunte sul futuro di Irpiniambiente, Nunzio Marotta, a nome della UGL Avellino, interviene per fare chiarezza su una vicenda che da troppo tempo penalizza il settore e i lavoratori.
Nonostante l’approvazione dei tre punti chiave (copertura perdite 2022, nuova valutazione societaria a 511.000 € e avvio formale della scissione), l'UGL esprime forti perplessità sulle dinamiche politiche e finanziarie che continuano a rallentare il processo.
Il paradosso dei debiti: circa 50 milioni non riscossi
"Assistiamo a un dibattito surreale," dichiara Marotta. "Mentre molti consiglieri e sindaci si dicono preoccupati per i debiti di Irpiniambiente, sembrano dimenticare i debiti che i loro stessi Comuni hanno nei confronti della società. Parliamo di una cifra di circa 50 milioni di euro. Se la società avesse incassato quanto dovuto, oggi non parleremmo di perdite ma di un bilancio in attivo."
Il timore espresso dalla sigla sindacale è che l'eccessivo allungamento dei tempi possa celare il tentativo di "bruciare" tali pendenze nel passaggio alla nuova gestione.
Basta ostacoli al passaggio al Pubblico
L'UGL sottolinea come, a parole, tutti sostengano la gestione pubblica, ma nei fatti vengano sistematicamente frapposti ostacoli tecnici che portano "alle calende greche" il passaggio operativo.
"Sono quattro anni che assistiamo a un rimpallo di responsabilità tra Provincia e ATO. Non è più accettabile che la complessità tecnica diventi l'alibi per un'attesa infinita che supererà certamente l'estate, lasciando i lavoratori e il servizio in un limbo burocratico."
Trasparenza e Modello Salza Irpina
Se da un lato l’accesso ai dati online voluto dall’amministratore Crivaro è un passo positivo verso la trasparenza totale, dall'altro l'UGL guarda con attenzione al Comune di Salza Irpina, attuale "pioniere" della scissione.
"Il modello di Salza deve servire a velocizzare l'iter per tutti gli altri Comuni, non a creare ulteriori mesi di incertezza. Vigileremo affinché la fase operativa non subisca ulteriori rallentamenti e affinché la nuova gestione sia solida, trasparente e capace di tutelare ogni singolo posto di lavoro.
