di Carmine Quaglia
"Risultato giusto, Trento è stata più forte, perché più energica, atletica. Ha avuto un passo decisamente superiore al nostro". Il coach della Sidigas Avellino, Stefano Sacripanti, ha commentato così il ko di Trento in Gara 4 che tira via dai giochi Scudetto la sua Scandone: "Abbiamo avuto 20 minuti di buone speranze. Giocando senza Jason Rich e andando subito sotto di 10 con tre grandi folate di Trento siamo comunque arrivati, all'intervallo, attaccati alla partita. - ha aggiunto il tecnico biancoverde - Speravo, pensavo, credevo che nei 20 minuti successivi Rich ci potesse dare qualcosa, che tutti quanti fossero così pronti per fare quella rimonta. Invece siamo stati ricacciati subito a -10 e da lì è stato molto difficile ritornare e rimontare. Credo che la differenza l'abbia fatta l'atletismo con cui Trento ha giocato e parlo di questa gara. Ha mostrato forza fisica in tutto e per tutto. Mi dispiace non arrivare a Gara 5 perché credo fosse la cosa più giusta. Credo che Gara 1 forse abbiamo meritato noi. Poi abbiamo perso e quindi Trento va avanti. In Gara 1 credo che Avellino abbia giocato una partita migliore rispetto a quella di Trento. Nessun tipo di polemica con gli arbitri però è stata decisa da un antisportivo che è costato tantissimo e non siamo stati capaci di impattare la partita all'ultimo tiro. Gara 2 l'abbiamo dominata e vinta. In Gara 3 abbiamo fatto una buonissima gara, distrutta però in avvio di ultima frazione. E' così: onore e complimenti a Trento. Gli faccio gli auguri per il finale di stagione. Credo di ringraziare la proprietà della Sidigas: in questi tre anni abbiamo fatto comunque tre finali, abbiamo cercato di mettere sempre una buona squadra a disposizione. Ringrazio Nicola Alberani che ha lavorato sempre insieme a me e ringrazio tutti i nostri tifosi che forse non si meritavano di non vedere Gara 2 in casa nostra e che ci richiedevano di vedere almeno Gara 5 a Roma. Li ringrazio: sono sempre stati vicino tutto l'anno. Credo anche che di questa stagione si possa dir tutto meno che sia stata di delusione o di disfatta. Abbiamo fatto una finale FIBA, alla fine del girone di andata eravamo primi in classifica. Ci siamo battuti come dei matti fino in fondo per arrivare dove siamo arrivati. Poi c'è mancato qualcosa. Ha vinto Trento e facciamo i complimenti".
Sul ciclo tecnico: "Ho fatto solo un riassunto. Sembrava che il primato nell'andata fosse motivata dal ciclo e dal percorso di due anni. Poi però la pressione ci ha mangiato, gli infortuni c'hanno fermato molto. Abbiamo avuto il giusto senso sportivo rincorrendo tutte le competizioni ottenendo una finale FIBA. Con il senno del poi, avessimo fatto due settimane di riposo arrivavamo qui più freschi. Senza essere squalificato per parole mal capite, non capisco perché chi deve fare una finale FIBA deve giocare 10 partite in 14 giorni perché mi è sembrato un premiare esclusivamente chi aveva più forze. Ma non rimpiango nulla perchè abbiamo sfiorato un trofeo. C'era un'aspettativa che si è creata, molto alta dopo l'andata. Forse siamo andati oltre e qualche infortunio ci ha condizionato. Resta la grande amarezza per Hamady N'Diaye che completava la nostra struttura".
