Mensa scolastica. Dove devono mangiare i nostri figli?

Chi porta il pasto da casa non potrebbe pranzare in refettorio, è ancora protesta

Benevento.  

Dove devono mangiare i bimbi che portano il pasto da casa e non usufruiscono del servizio di mensa scolastica fornito dal Comune?
Il problema, condiviso da molte realtà italiane, arriva anche a Benevento contribuendo ad infiammare una situazione già molto tesa. Dopo le polemiche, le inchieste, le proteste non c'è pace per il pranzo a scuola.
Oggi pomeriggio a Palazzo Mosti si è tenuta una nuova assemblea dei genitori.
Punto caldo dell'incontro l'ordine di servizio che la Quadrelle 2001 avrebbe diramato ai propri dipendenti vietando l'introduzione di altri alimenti nel refettorio.

 

«Il pasto da casa è ormai un diritto» spiega Barbara Cancellieri, del Comitato Genitori San Filippo. «Sembra che oggi i bambini siano andati a mangiare tutti in refettorio, quindi pericolo scampato. Ma l'ordine di servizio di Quadrelle sarà applicato? Chi comanda: il sindaco, i dirigenti, la Quadrelle. Se pensano di metterci i bastoni tra le ruote per spingerci ad usufruire del servizio mensa vogliamo sapere in dettaglio qualità dei prodotti e provenienza». 
«Iniziano male – prosegue Cancellieri - non ci sono menù esposti, i pasti arrivano tardi o contemporaneamente per infanzia ed elementari portando il caos». 
I genitori cercano chiarezza. «La nostra dirigente ha ribadito che si mangia in refettorio, come stabilito dalla Cassazione, ma la ditta?».
E infine i dubbi sull'attuale servizio mensa «Ci considerano genitori di serie B (ndr. chi scelgie il pasto da casa) ma non so davvero come si fa a mandare i bambini a mensa senza controllare o sapere quello che mangiano. Si affidano a quello che raccontano i bambini... ma i piccoli non sono attendibili. Occorre tracciabilità dei prodotti e trasparenza con indicazioni precise sul sito del comune».

All'assemblea, a cui hanno preso parte esponenti del Movimento 5 Stelle e i consiglieri comunali Marcellino Aversano e Vincenzo Sguera, Gabriele Corona di Altrabenevento ha invece aggiunto: «Speriamo nella costituzione di un unico comitato di genitori, sia di chi sceglie la mensa sia di chi si avvale del diritto di portare il pasto da casa. Comitato che dovrà incontrare l'amministrazione comunale per tornare alla discussione sulla Carta dei servizi e sulle regole che disciplinano il servizio di mensa scolastica con l'aggiunta del diritto di portare il pasto da casa. In ogni caso – prosegue – abbiamo un problema complessivo sulla mensa. L'inchiesta della procura ha evidenziato che i controlli non funzionano. Non si sa che fine ha fatto la commissione mensa. La dottoressa Pedà è stata reincaricata di un servizio che avrebbe già dovuto svolgere. La ditta fa ordine di servizio per vietare ai dipendenti di far introdurre altri cibi in refettorio con una logica anche comprensibile ma non si può certo buttare fuori i bambini. Occorre però chiarire i termini di garanzia del diritto del pasto da casa stabilendo un sistema unico e non lasciando la scelta ai singoli dirigenti. Si creerebbe l'assurdo che bambini della stessa città hanno diritti diversi».

 

 

Mariateresa De Lucia