Blindare la città non è servito. Vietare le manifestazioni neanche. Anzi, probabilmente ha acceso ancor di più gli animi di chi alla campagna per il Sì di Matteo Renzi contrapponeva il proprio No.
Un No urlato forte in strada. Da giovani, giovanissimi.
«Non siamo qui per scontraci con le forze dell'ordine. L'intento – racconta una giovane manifestante – è esprimere un dissenso verso una politica che non costruisce il futuro. Lo rende lontano, nebuloso e incerto. Lo stronca, lo distrugge».
Gli scontri, purtroppo, sono una conseguenza probabile in casi come questi. Sono quello che nessuno, né manifestanti né tantomeno forze dell'ordine, vuole.
Eppure accadono, e lasciano sempre una sensazione di ingiustizia. L'amaro in bocca di chi si sente in gabbia. Di chi non può parlare. E non c'è certo bisogno di commentare i toni... quelli delle manifestazioni in strada, da sempre, sono alti e volano attraverso un megafono gracchiante.
Madel
