«Carne cucinata di notte» L’allarme della fonte confidenziale

Mensa scolastica, il 17 marzo Moschella scriveva a Finanza e Asl

E l'Arpac già nel 2014 accertò la presenza nei pasti di un insetto e di un capello

Benevento.  

Quali che siano le decisioni adottate dal Comune di Benevento in merito alla prosecuzione – sospensione del servizio mensa scolastica, attese in giornata, la vicenda ha fatto già registrare numerosi aspetti da chiarire, come dimostra del resto l'apertura di un fascicolo da parte della Procura. Ci sono due circostanze che meritano di essere raccontate e che finora non sono salite agli onori delle cronache, ma che appaiono affatto trascurabili. La prima riguarda un episodio accaduto sul finire dello scorso anno quando dal plesso scolastico comunale di contrada San Vito, alle porte della città, arrivarono segnalazioni relative alla scarsa qualità dei pasti serviti agli alunni. O, per meglio dire, denunce inerenti gravi carenze igienico – sanitarie dei cibi. L'allarme, partito da quanto si è appreso da alcuni genitori, arrivò agli uffici territoriali della Azienda sanitaria locale che attivarono nella stessa giornata i controlli di rito. Furono prelevati alcuni campioni di cibo per le analisi di laboratorio affidate al dipartimento provinciale dell'Arpac. E
i risultati dei test dimostrarono che l'allarme non era stato infondato: in un campione emerse la presenza di un insetto, in un altro fu rinvenuto un capello. Riscontri analitici che finirono all'attenzione delle autorità competenti, ben prima che il caso montasse in tutta la sua esplosività. Circostanze fortuite, non infrequenti anche nelle cucine domestiche, o problemi più strutturali? Difficile stabilirlo, ma quanto accaduto nelle settimane successive ha consentito se non altro di avviare il meccanismo serrato dei controlli dai quali, si spera, giungerà una risposta esauriente sulla salubrità dei cibi serviti ai piccoli consumatori. Secondo caso, molto più recente.
Il 17 marzo dal Comando di Polizia municipale parte una missiva diretta tra gli altri al Comando provinciale della Guardia di Finanza e all'Asl. Il numero uno dei vigili Giuseppe Moschella, nella qualità, chiede alle autorità in indirizzo di effettuare controlli presso la struttura operativa della Ristorò, a Ponte Valentino. Ricordata la lunga sequenza di denunce avanzate dall'associazione Altrabenevento e la serie di ispezioni effettuate da Polizia municipale, Nucleo anti sofisticazioni dei Carabinieri, Asl e Arpac, “tutti al momento con esito negativo”, Moschella prospetta infine una evenienza clamorosa, ancorchè tutta da verificare: “In data di ieri – scrive il dirigente municipale – fonte confidenziale ha fatto sapere che la dittà Ristorò utilizzerebbe per la preparazione dei pasti destinati ai bambini delle scuole primarie di Benevento carne importata illecitamente dall'estero, non rispettando la normativa fiscale e di pessima qualità. La stessa carne – aggiunge Moschella – verrebbe cucinata di notte con l'impiego di dipendenti non regolarmente assunti”.
Evidenziando “il grave pericolo per la salute dei bambini”, l'alto funzionario comunale chiedeva dunque “agli Enti in indirizzo di voler effettuare, con cortese urgenza, i controlli ritenuti opportuni”.
Se la “fonte confidenziale” abbia fornito una dritta giusta o meno, non è dato al momento sapere. Ma appare comunque significativo che la circostanza sia stata ritenuta meritevole di approfondimenti da parte del dirigente comunale, notoriamente poco propenso a raccogliere mere indiscrezioni e fin qui convinto assertore della veridicità delle risultanze dei controlli degli organi preposti, tutti d'accordo nell'attestare la correttezza dell'operato di Ristorò.

di Paolo Bocchino