Partecipazione e intensità per la processione del Cristo morto

Affollato il tradizionale momento religioso

Benevento.  

Un silenzio carico di intensità. Perché più che in altri momenti quando le difficoltà incalzano ci si guarda nell’animo alla ricerca di una spiritualità da ritrovare. La sofferenza al centro del messaggio che l’Arcivescovo Andrea Mugione ha rivolto ai fedeli, al termine della tradizionale processione del Cristo Morto.

Un affollatissimo corteo unito nella preghiera e nella fede ha seguito la tradizionale Via Crucis. La magia antica della devozione ha fatto rivivere la Passione e la morte di Gesù, nel giorno in cui la Chiesa ricorda il sacrificio del Golgota. L’atmosfera di grande suggestione ha segnato la celebrazione che più di ogni altra introduce al mistero della Pasqua.

L’appuntamento, ha preso il via dalla chiesa parrocchiale di Sant’Anna seguendo l’annunciato percorso: corso Garibaldi, piazza Castello, viale Atlantici, via 24 maggio, piazza Risorgimento, via Perasso, corso Garibaldi per tornare nuovamente alla chiesa di Sant’Anna.

Dolore e fede gli elementi distintivi che nella giornata della Passione del Signore, in attesa della festa della Resurrezione, hanno caratterizzato la processione del Venerdì santo, punto di riferimento per centinaia di fedeli che, come sempre, hanno seguito da vicino il maestoso incedere dei simulacri del Cristo morto e dell’Addolorata. L’incontro con la Madre Addolorata a Piazza Santa Sofia è il momento più inteso della celebrazione che si rinnova secondo un rituale antico e preciso. Tra le mani le fiaccole segno di fede. Il corteo ha riunito il clero, diverse comunità religiose, i Cavalieri del Santo Sepolcro e numerose autorità militari e civili. 

di Mariateresa De Lucia