Rifiuti, l'emergenza c'è ancora: in bolletta

I costi di gestione delle vecchie discariche: 350mila euro per la sola rimozione del percolato

Benevento.  

 

I cumuli del disonore non sono più in strada e il ciclo tutto sommato funziona. Eppure l'emergenza rifiuti, a vent'anni di distanza, non può dirsi del tutto superata.

A ricordare l'attualità di quel dramma dell'insipienza civica ci pensano le discariche realizzate in quegli anni per dare risposte immediate a tutta la regione e rimaste sul groppone dei territori. Decine di sversatoi e siti di stoccaggio che comportano tuttora difficoltà di gestione, malgrado la legge (la numero 26 del 2010) abbia dichiarato ufficialmente conclusa l'emergenza già da qualche anno. Nel Sannio non mancano gli esempi: la discarica in località “Tre Ponti” a Montesarchio, le ecoballe depositate sulla collina di “Toppa Infuocata” a Fragneto Monforte e quelle stipate nei pressi dell'impianto Stir di Casalduni, lo sversatoio di San Bartolomeo in Galdo in località “Serra Pastore”. E ancora, la discarica consortile di Sant'Arcangelo Trimonte e l'ex piattaforma di compostaggio di Molinara: retaggi di un'epoca trascorsa ma non del tutto superata.

Impianti che necessitano di interventi costanti di monitoraggio e messa in sicurezza per contenerne, quantomeno, le ricadute negative sull'ambiente e la salute pubblica.

Chi se ne sta facendo carico? Inevitabilmente il conto viene presentato ai cittadini che troveranno i postumi dell'emergenza caricati in bolletta. Tra le voci che concorreranno al salasso ci saranno anche i 350.000 euro relativi ai costi sostenuti nei mesi scorsi dalla società provinciale Samte per le misure urgenti di messa in sicurezza dei siti citati, come attestato dalla determina varata due giorni fa dal responsabile del servizio Ambiente della Provincia, Gennaro Fusco. Interventi, precisa il provvedimento, adottati dalla Rocca “al fine di evitare possibili danni ambientali e nel superiore interesse pubblico dei cittadini”, malgrado il passaggio di consegne degli impianti tra la vecchia gestione commissariale e le amministrazioni locali non sia mai stato formalizzato.

Contenzioso tuttora in atto, ma il percolato non può attendere le risultanze della aule giudiziarie. E così via libera ai costosi interventi di bonifica effettuati dalla Samte per conto della Provincia. La sola ultima tranche di fatture presentate dalla società strumentale ammonta come detto a quasi 350mila euro, fardello chiaramente a carico dei contribuenti sanniti. Che non esaurisce però la questione: sul capo dei cittadini beneventani pendono anche i quasi 2 milioni di euro (1.932.000 euro, per l'esattezza) che dovranno sborsare non appena partirà l'esperienza dell'Ato, somma stabilita dalla Regione Campania come quota parte per la gestione post mortem delle vecchie discariche.

 

                  Paolo Bocchino