I petrolieri: "Incontreremo il nuovo governatore"

A Ottopagine.it le dichiarazioni del referente in Italia di Delta Energy. E la Regione nicchia

Benevento.  

 Lento ma inesorabile prosegue l'iter per la realizzazione dei pozzi petroliferi tra Sannio e Irpinia. Ha fatto clamore la notizia pubblicata nei giorni scorsi da Ottopagine.it in relazione al progetto “Case Capozzi” per il quale il ministero dello Sviluppo economico ha sancito la prosecuzione dell'istruttoria, archiviando così il “Preavviso di rigetto” emesso in precedenza.

Superate dunque le perplessità sui costi per la realizzazione delle perforazioni, principale oggetto dei rilievi avanzati dal dicastero, “Case Capozzi” è ripartito con il vento in poppa lasciando non poco sorpresi quanti si attendevano un esito negativo della iniziativa promossa dalla britannica “Delta Energy”. Significativa a tal proposito è la presa di posizione del parlamentare avellinese del Movimento Cinque Stelle, Carlo Sibilia, che ha richiesto un incontro sul punto al ministro delegato Federica Guidi.

 

Il parere che la Regione non dà

 

Ma la comunicazione pubblicata nei giorni scorsi sul portale tematico del Ministero contiene un ulteriore elemento di novità. In data 31 marzo il dicastero ha formalmente richiesto alla Regione Campania l'adozione della delibera di “Intesa”, passaggio propedeutico al rilascio definitivo della autorizzazione da parte del Ministero. In pratica un pronunciamento che spetta alla Regione in virtù della legislazione concorrente che regola la materia energetica, con ultima parola in capo al governo nazionale. Ma la Giunta Caldoro si guarderà bene dall'esprimere una posizione chiara e netta come quella richiesta dal Ministero. La protesta che sale sempre più forte dal territorio nei confronti dei programmi estrattivi ha consigliato all'esecutivo in carica di congelare la questione in vista dell'ormai imminente consultazione elettorale, limitandosi a presentare ricorso alla Corte costituzionale contro lo “Sblocca Italia”. Nessuna traccia della Intesa richiesta dal Ministero, così come è finita su un binario morto la pratica relativa al progetto “Nusco” per il quale si attende da lungo tempo il parere Via per la realizzazione del pozzo esplorativo a Gesualdo.

 

I precedenti

 

Eppure in altro momento storico l'amministrazione regionale non si era fatta pregare nel rilasciare parere favorevole a programmi di ricerca di idrocarburi, come dimostrano le delibere approvate il 16 luglio 2010 per l'Intesa ai progetti “Nusco” e “Santa Croce”.

Caldoro dunque ora fa melina e passa la palla a chi gli succederà. Se sarà ancora a lui a guidare Palazzo Santa Lucia la questione diventerà ineludibile ma a quel punto il peso della materia si alleggerirà decisamente, sgravato dal superamento dello scoglio elettorale. Sarà interessante poi capire come si muoverà Vincenzo De Luca nel caso fosse lui a sconfiggere l'avversario e i fantasmi della Severino. Il sindaco di Salerno finora è stato esplicito nel suo no alle trivelle, ma il passaggio dalla campagna elettorale alla stanza dei bottoni potrebbe modificare sensibilmente il quadro.

 

Le mire dei petrolieri

 

Non sembrano avere invece alcuna incertezza i promotori dei programmi estrattivi che tenacemente portano avanti le loro iniziative. “Attendiamo l'esito delle elezioni – spiega David Turco, avvocato romano che rappresenta la “Delta Energy” in Italia – Appena si avrà il nuovo quadro politico – amministrativo chiederemo un incontro con i nuovi vertici regionali per illustrare i nostri progetti (oltre al “Case Capozzi” la ditta inglese è promotrice di “Pietra Spaccata”, ndr). Riteniamo che la completa illustrazione dei programmi messi in campo sarà sufficiente a sgomberare il campo dai tanti equivoci, più o meno involontari, che ancora sussistono sulla materia. Siamo sempre stati favorevoli al dialogo con i territori, come dimostrano gli incontri pubblici già avuti con amministratori e cittadini anche nel Sannio”.

 

 

Paolo Bocchino