Quando leggere non è solo guardare: premio Benevento Braille

Oggi la seconda edizione della kermesse

Benevento.  

Leggere un libro apparentemente può essere ricondotta a un'esperienza prettamente visiva: non è così. Oltre a tutti gli altri sensi coinvolti, dal tatto, all'udito, all'olfatto, usati sia nello sfogliare le pagine che nell'interpretarne le storie contenute, c'è un altro mondo che pur non potendo leggere...legge. E' quello dei non vedenti o degli ipovedenti, coinvolti oggi nella profonda cerimonia della premiazione della seconda edizione della kermesse letteraria “Benevento Braile”: i libri premiati saranno trascritti in braile e dunque, accessibili a chi non può vedere, ma può godere di storie e romanzi con tutti gli altri sensi.
E' stata scelta l'opera del papà del critico d'arte Vittorio Sgarbi, Giuseppe, dal titolo “Lei mi parla ancora”, dedicato al profondo amore provato per la moglie Rina Cavallini, ormai scomparsa.
Assente il vincitore, ormai novantaseienne e impossibilitato a raggiungere Benevento.
Godibile la cerimonia, con passi del libro letti da membri della giuria assieme a sonetti di Shakespeare dedicati, ovviamente, all'amore eterno.
Notevole la performance del giovanissimo Valerio Russo, che con la fisarmonica ha eseguito “Figaro” di Rossini, eseguendola alla perfezione e ricevendo un lunghissimo applauso dai presenti.

A margine della cerimonia Ottochannel ha intervistato Dario D'Auria, presidente dell'associazione Benevento Inside e autore del progetto.
Puoi ascoltare l'intervista cliccando sulla foto.