Sei anni e 8 mesi contro i 10 anni chiesti dal pm Stefania Bianco. E' la condanna decisa dal Tribunale, ritenuta l'equivalenza tra le attenuanti generiche e le aggravanti contestate, per un 50enne residente in un centro poco distante da Benevento, che nel marzo 2023 era stato rinviato a giudizio perchè imputato di aver allungato le mani sulla figlia, fin da quando lei non aveva compiuto 14 anni .
Difeso dall'avvocato Antonio Leone, all'uomo erano stati addebitati fatti che sarebbero accaduti dal 2019 al dicembre del 2020. Secondo gli inquirenti, mentre la ragazzina era a letto, il genitore le avrebbe rivolto le sue squallide 'attenzioni', palpeggiandole più parti del corpo e costringendola a subire atti sessuali. Per il 50enne anche il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore della parte civile, rappresentata dall'avvocato Elena Cosina.
L'inchiesta, scandita anche da un incidente probatorio, era stata avviata dopo una denuncia nella quale la minore aveva puntato il dito contro il papà. Durante il processo aveva fatto recapitare al Tribunale una lettera nella aveva chiesto scusa al padre, rimettendo la querela e sostenendo di averlo accusato ingiustamente. Oggi la discussione e la condanna.
Droga per il figlio detenuto ad Ariano Irpino, condannata una donna
Due anni e 10 mesi. E' la condanna con rito abbreviato stabilita dal gup Salvatore Perrotta per una 67enne di Castello di Cisterna, difesa dall'avvocato Michele Ciruolo, chiamata in causa per un episodio accaduto nel giugno 2025 nel carcere di Ariano Irpino, dove era detnuto il figlio. Mentre era nella sala di attesa, avrebbe estertato dal pantalone un fazzoletto cconenete 6 grammi di cocaina e 3 di hashish e lavrebbe gettato sotto la panca sulla quale era seduta, invitando il coniuge a spostarsi da un'altra parte. Il pm Olimpia Anzalone aveva chiesto 4 anni e 2 mesi.
