Uno studio che ha messo a confronto il reddito dichiarato delle famiglie (relativo al 2013) e… le auto di grossa cilindrata. Per capire se esiste un rapporto di causa fra quanto guadagna un nucleo familiare e quale tipo di vettura utilizza per spostarsi. Perché sarebbe strano vedere alcune fra le province più povere d’Italia avere un percentuale di “macchinoni” (superiori ai 2000 di cilindrata) sproporzionata. Eppure…
L’inchiesta “Poveri ma con i macchinoni” riportata dal quotidiano La Stampa consegna un quadro fra luci e ombre. Dove, non è un mistero, viene fuori che al Nord il tenore di vita è nettamente superiore, ma in proporzione ci sono zone d’Italia (il nord della Puglia, la Basilicata, parte della Calabria e alcune aree di Sicilia e Sardegna) dove il numero di auto di grossa cilindrata è superiore alla media dei redditi. Basti pensare, ad esempio, che a Crotone ci sono più auto di un certo livello rispetto ad Asti, dove pure non si vive male. Giusto per usare un eufemismo.
E le nostre province? Anche qui vengono fuori delle discrasie.
Con il Sannio che è fra i territori con il reddito dichiarato fra i più bassi d’Italia (14.171 euro annui), più basso dell’Irpinia che si attesta a 14.693 euro. Eppure, in percentuale, in provincia di Benevento ci sono più auto di grossa cilindrata rispetto alla provincia di Avellino.
Con una percentuale di quattro ruote superiore ai 2000 cc che nel Sannio è pari al 6,42% del totale parco auto circolante (dati Aci), rispetto al 6,02% irpino.
Incrociando i dati, viene fuori una nuova “cartina” dell’Italia, nella quale emerge che ai sanniti piace godersi fino in fondo il piacere di un’automobile potente. Anche se magari il reddito (dichiarato) non è un granché.
E allora tanto vale riprendere la considerazione fatta dal quotidiano torinese: “Bolidi e berline di lusso sfrecciano anche in paesini depressi, dove le case cadono a pezzi e il tasso di disoccupazione è un’emergenza cronica. Passione per i motori? Teste di legno? Qualcosa non quadra”.
Giovanbattista Lanzilli
