Sotto il fuoco incrociato la mensa scolastica di Benevento. Ancora una volta. Dopo i terremoti dell'era Pepe e le difficoltà dello scorso anno, quando la patata bollente è passata in mano alla giunta Mastella, le polemiche arrivano ancor prima di iniziare.
Nell'occhio del ciclone il nuovo capitolato d'appalto ed il regolamento: da un lato sono i sindacati a tuonare, dall'altro i genitori.
Cgil, Cisl, Uil, e poi il Cub, sindacato da sempre attento alle vicende dalla mensa, hanno annunciato la volontà di impugnare davanti al Tar il capitolato d'appalto. Il motivo? Il mancato inserimento delle clausole sociali e l'assenza di tutele per i lavoratori che già, tra mille difficoltà e problemi, hanno lavorato a Benevento.
Nel nuovo capitolato infatti si legge: "nella necessità di procedere all'assunzione di personale in relazione al servizio oggetto del presente appalto, la ditta aggiudicataria si impegna per tutto il periodo di durata dell'appalto ad impiegare prioritariamente i lavoratori dei centri cottura e addetti al porzionamento che erano già adibiti al servizio di refezione scolastica da parte del gestore". Per Cub si tratta di una modifica sostanziale e deleteria, che di fatto mette fuori alcuni lavoratori: "in sintesi vuol dire: la ditta può impiegare dipendenti diversi da quelli che
finora hanno garantito quel servizio ma se dovesse avere bisogno di altro personale, deve utilizzare solo i lavoratori che hanno in precedenza prestato servizio nelle cucine o alla catena di confezionamento dei pasti. Quindi sono esclusi, in ogni caso, gli amministrativi, gli autisti e il
personale di servizio presso le scuole".
Possibili ulteriori ritardi, dunque, ancora una volta, per la partenza del servizio.
Ma non sono solo i sindacati a criticare il nuovo bando: i genitori hanno preso di mira il regolamento, e in particolare, com'era ampiamente ipotizzabile, l'obbligatorietà del servizio. "Da una Amministrazione incapace di realizzare quanto promesso in campagna elettorale (centro di cottura comunale), e che invece si è resa protagonista di una serie clamorosa di errori su una vicenda che si trascina irrisolta da anni, ci saremmo aspettati un segno concreto di apertura e di attenzione che riconoscesse il nostro diritto di optare per un pasto di preparazione domestica, in alternativa all’illegittima e forzata adesione ad un servizio pubblico sempre più scadente".
Ricorreranno anche loro.
E dunque: dai cibi scadenti all'affaire dei centri cottura, dalle gare al massimo ribasso alle esclusioni improbabili ritronate indietro come un boomerang, dalle pochissime iscrizioni alle sospensioni anticipate.
Per l'ennesima volta, dunque, il servizio si trascina addosso polemiche ancor prima di partire e quello che avrebbe dovuto essere il simbolo del cambio di passo si trasforma ancora una volta in un Vietnam di ricorsi, accuse e critiche.
Mensa: genitori e sindacati sul piede di guerra
Ancora una volta il servizio finisce in un Vietnam di critiche e ricorsi
Benevento.
