Conservatorio, Meglio... conserva la poltrona

Il Tar boccia il ricorso di Rosa Del Prete contro la nomina del presidente del “Nicola Sala”

Benevento.  

 

Nessuna irregolarità: la nomina di Caterina Meglio alla guida del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento fu pienamente legittima. Lo ha stabilito il Tar Campania (Prima sezione; presidente Cesare Mastrocola) che si è pronunciato in queste ore sul ricorso presentato da Rosa Del Prete contro la designazione della attuale numero uno dell'istituzione musicale sannita.

Il Tribunale amministrativo ha bocciato in blocco le tre motivazioni presentate dalla ricorrente in merito al verbale del Consiglio accademico che nel 2013 aveva indicato al Ministero i nomi della stessa Meglio e di Maria Esposito e Domenico Zampelli nella terna per la scelta del presidente. Poi il dicastero optò per la nomina a Meglio.

Non costituì violazione delle norme il voto segreto scelto dal Consiglio in luogo di quello palese. Per il Tar “il regolamento interno, pur prevedendo la regola del voto a scrutinio palese, consente il voto segreto nei casi previsti dalla normativa vigente”. Come nel caso in questione nel quale “lo scrutinio segreto – rileva ancora il tribunale – risponde all'apprezzabile esigenza di sottrarre la scelta tra i concorrenti a possibili pressioni derivanti da rapporti personali”.

Per quanto riguarda la ipotizzata assenza dei requisiti in capo ai tre designati, i giudici amministrativi sanciscono: “Dall'esame dei curricula dei tre candidati inseriti nella terna proposta al Ministero non risultano manifesti errori di valutazione dell'organo competente. Tutti e tre i candidati – sentenzia il Tar – risultano in possesso di una significativa qualificazione professionale e manageriale, maturata anche nella gestione di istituzioni culturali”.

Quanto alla presunta disparità di trattamento tra i candidati, lamentata da Del Prete in virtù dell'incarico di consulenza di Meglio con lo stesso Ministero, per il tribunale amministrativo nulla quaestio: “Non esiste alcuna norma che sancisca una incompatibilità tra gli incarichi ricoperti dalla candidata e la partecipazione alla selezione”.

Paolo Bocchino