Turismo, quella risorsa mai sfruttata a pieno

I dati del rapporto Unicredit: la Campania, e le aree interne in particolare, non decollano

Benevento.  

Risorsa enorme, ma mai sfruttata a pieno. E' un po' come essere seduti su una miniera d'oro e non riuscire a renderla produttiva, o almeno non completamente.

E' il turismo, che in Campania, e specialmente nelle aree interne, secondo il rapporto Unicredit dà il classico risultato che dava il professore ai colloqui: potrebbe fare molto di più. E' un problema che viene fuori già dai primi dati del rapporto, che evidenziano innanzitutto come la crisi abbia colpito anche questo settore: cala in Campania il numero delle agenzie di viaggio e dei tour operator.

Ma, il dato evidenziato prima, viene fuori quando si parla di numero di presenze. I dati sono relativi al 2013 certo, ma osservare che la Campania, in quell'anno, ha avuto 17,7 milioni di presenze, contro i 61 milioni del Veneto, e addirittura contro i 29 milioni di Bolzano è emblematico. E ciò si riflette naturalmente sul flusso economico: 1,5 miliardi per la Campania arrivano dal turismo, dato che colloca la nostra regione al settimo posto in classifica.

Ed è negativo anche il bilancio delle presenze degli stranieri: tutti in discesa i numeri delle tre nazioni che da sempre guardano alla Campania come meta privilegiata: gli inglesi, i tedeschi e gli americani.

E, sempre parlando delle presenze, arrivano le dolenti note per le aree interne: Avellino e Benevento rosicchiano un misero 1,6 per cento, contro Salerno e Napoli che rappresentano, da sole, quasi il 95 per cento dell'intero mercato turistico campano. L'analisi evidenzia anche come ci sia (o ci sia stato, visto che i dati risalgono a poco tempo fa) un palese gap in termini di comunicazione: siti e social network istituzionali che non consentono, o almeno non del tutto, di prenotare direttamente o di acquistare prodotti turistici, ma chiaramente è solo una sfaccettatura del problema.

Cristiano Vella