E' finalmente consultabile il bando “Il bene torna a essere 'comune'” (bando storico-artistico e culturale 2014) che vede tra gli spazi individuati anche Palazzo Paolo V a Benevento. Un progetto presentato nello scorso febbraio e ora pronto ad entrare nella sua fase operativa. La proposta è rivolta agli operatori culturali e del terzo settore che dovranno elaborare un'idea per far vivere Palazzo Paolo V. Quella convincente diverrà realtà e vivrà nel centralissimo spazio cittadino concesso per ben dieci anni.
Giunto alla sua terza edizione il progetto mira a “promuovere l’uso “comune” dei beni culturali delle regioni meridionali, per una più ampia fruibilità da parte della collettività, come strumento di coesione sociale”. Ben 14 i beni inutilizzati nel Mezzogiorno che ora potranno essere valorizzati con interventi proposti dalle comunità locali, da organizzazioni non profit in partnership con altre associazioni, imprese, istituzioni.
La Fondazione infatti mette a disposizione fino a 4 milioni di euro di risorse private (massimo 500 mila per progetto) per finanziare attività sociali e culturali economicamente sostenibili, capaci di favorire la piena fruizione dei beni da parte della collettività e di sviluppare un processo virtuoso e duraturo di sviluppo locale. Il bando scade il 14 luglio 2015. A convincere Fondazione con il Sud, su ben 221 beni proposti, anche il nostro 'Palazzo Paolo V'.
La Proprietà di ognuno dei 14 beni selezionati ha già stipulato un accordo con la Fondazione per concedere al soggetto responsabile della proposta di progetto che sarà selezionata e finanziata con il Bando la disponibilità dell’immobile per un periodo di almeno 10 anni. In altre parole, l’ente proprietario dell’immobile permetterà la valorizzazione e l’utilizzo del bene senza conoscere preventivamente le attività che saranno realizzate all’interno né chi le realizzerà.
Le partnership di progetto dovranno essere costituite da un minimo di tre soggetti, di cui almeno due appartenenti al terzo settore e al volontariato. Potranno inoltre essere coinvolte scuole, istituzioni, università, mondo economico e della ricerca. I proprietari dei beni non potranno prendere parte alla partnership.
Le richieste di contributo non possono superare i 500 mila euro, con una quota massima del 50% per i costi di ristrutturazione e di restauro del bene.
La valutazione terrà conto di aspetti tra cui l’approfondita conoscenza del contesto, la corretta tutela dell’immobile, la capacità di fare rete e di generare impatti positivi anche in termini occupazionali, l’innovatività e la replicabilità, l’utilizzo di modalità di comunicazione e promozione efficaci e sostenibili.
Mariateresa De Lucia
