Ospedale Rummo, vertice sul rebus direttore

Berruti scioglierà lunedì il nodo della nomina di Ida Ferraro. La Regione insiste per la revoca

Benevento.  

 

Revocare la dirigente applicando alla lettera le disposizioni della Regione; oppure confermarla correndo il rischio, almeno teorico, di un procedimento di responsabilità erariale; o infine varare una soluzione intermedia.

Sono le tre strade che si aprono dinanzi a Giampiero Maria Berruti, commissario dell'Azienda ospedaliera Rummo, per sbrogliare la matassa del direttore amministrativo. La Regione ha chiarito nei giorni scorsi a tutti i vertici delle Aziende sanitarie come i commissari siano organi monocratici che non hanno alcun bisogno di figure ulteriori di supporto quali i direttori amministrativi, la cui permanenza in carica è dunque da considerarsi non giustificata. In altre parole, le designazioni effettuate in regime commissariale potrebbero determinare una responsabilità economica proprio a carico dei commissari derivante dal maggior onere per la retribuzione del dirigente “promosso”.

E' la situazione nella quale si trova il numero uno del “Rummo” che a giorni scioglierà il nodo rappresentato dalla dirigente del settore Affari legali e generali, Ida Ferraro, nominata direttrice amministrativa dell'Azienda all'indomani del commissariamento. Iter che, come si ricorderà, fu non poco travagliato e turbolento, conclusosi con la autodesignazione di Giampiero Maria Berruti al timone del nosocomio e le dimissioni dall'incarico del direttore amministrativo Alberto Di Stasio, a lungo in ballottaggio per la poltrona più prestigiosa.

Ferraro fu scelta da Berruti per ricoprire la casella lasciata scoperta da Di Stasio, ma dalla Regione è arrivato nei giorni scorsi lo stop: nessun collaboratore è ammesso per i commissari che possono, anzi devono, agire in beata solitudine.

Come si determinerà dunque il commissario del Rummo? L'argomento è stato al centro di un confronto avuto proprio questo pomeriggio in Regione da Berruti con i fiduciari caldoriani che hanno ribadito l'orientamento: niente nomine in regime monocratico, prerogativa che spetta esclusivamente alla stessa Regione. Una regola generale che però presenta molteplici declinazioni specifiche. La nomina di un direttore amministrativo da parte di un ex direttore sanitario, come nel caso di Berruti al Rummo, può essere considerata non ingiustificata alla luce delle assai differenti competenze rispettive. Il rispetto pedissequo delle direttive regionali potrebbe dunque provocare danni anche maggiori di quello teorico (e minimo) in termini economici rappresentato dal surplus di emolumenti garantito a Ferraro.

E' su questa argomentazione che il commissario dell'ospedale sannita farà le ultime valutazioni prima di assumere la decisione definitiva, attesa per la giornata di lunedì. Non prima di aver svolto un ultimo confronto con gli uffici e dunque anche con la stessa Ida Ferraro, massima responsabile al Rummo di questioni legali e amministrative.

Paolo Bocchino