Appeso a un filo il destino del Convitto Giannone, un filo che, secondo i partecipanti all'incontro di questa mattina in Comune, spetta al presidente della Provincia Ricci non tagliare. Sebbene, viste le impressioni di sindacati, genitori e dello stesso sindaco Pepe, non sembra che fino ad ora Ricci abbia palesato una gran voglia di salvare il Convitto.
La riunione al Comune con genitori, dirigenti e sindacati ha visto la partecipazione del sindaco Pepe, e, nello stesso momento un'altra riunione sullo stesso argomento si stava tenendo a San Giorgio Del Sannio, con il presidente della provincia.
Dal canto suo Pepe ha subito sottolineato la gravità della situazione: «La volontà della Regione è di chiudere, e noi, con la delibera della provincia, non abbiamo fatto altro che indebolire il Giannone, avallando la volontà di chiusura. Dovrebbe essere la Provincia a cambiare la delibera».
Nel frattempo è arrivato De Cunto, dirigente del convitto Giannone, che era impegnato nella riunione di San Giorgio, dalla quale è arrivata la fumata grigia: «Secondo Ricci – ha dichiarato il dirigente – la Franzese (dirigente ufficio scolastico regionale) ha negato che una modifica della delibera sarebbe utile, e il presidente ha sostenuto che quel tipo di deliberazione era dovuto, visto il suo ruolo di presidente della Provincia. Credo – ha continuato De Cunto – che la classe dirigente dovrebbe porsi il problema di come valorizzare le strutture sottodimensionate, non come farle fuori».
La versione di Ricci è stata avversata anche dai sindacati presenti: «La Franzese non può dire cosa è utile o cosa è inutile, la Franzese può solo prendere atto di una nuova deliberazione»,
Ha rincarato la dose Pepe: «Se non si cambia quell'atto è tutto inutile. Ma evidentemente ci sono altre volontà, peraltro incomprensibili: non si può perdere qualcosa per non fare brutta figura nel proprio Comune. Non sono neppure stato invitato alla riunione di oggi. Perciò, credo che abbiamo una sola alternativa: Ricci deve fare quell'atto, non deve fare il portavoce della Franzese, deve cambiare l'atto punto e basta».
E per fare questo, tutti i presenti all'incontro hanno firmato un documento da indirizzare al presidente della Provincia.
Cristiano Vella
