Spina verde e via Galanti, luci e ombre per il Rione Libertà

Ieri riunione tra cittadini ed amministratori presso l'associazione "IoXBenevento"

Presto termineranno i lavori per la Spina Verde. Nulla di fatto per gli assegnatari e i proprietari degli alloggi di via Galnti

Benevento.  

 

Il Rione Libertà al centro del dibattito che si è svolto ieri pomeriggio presso l'associazione “IoXBenevento” tra Giuseppe Schipani, presidente dell'associazione, alcuni amministratori tra i quali il sindaco Fausto Pepe e gli assessori Cosimo Lepore ed Umberto Panunzio e l'architetto Raimondo Consolante. Al centro della discussione, alla quale hanno attivamente partecipato anche numerosi residenti del rione più popolare di Benevento, c'erano i lavori della Spina verde, l'annosa questione degli alloggi di via Galanti ed altri problemi che da tempo affliggono il rione.

Ad aprire i lavori è stato Schipani che ha fatto il punto della situazione dell'opera della spina verde. A questo proposito Lepore ha assicurato che l'impresa ha quasi terminato tutte le opere. “Il termine per la consegna dei lavori – ha spiegato l'assessore ai Lavori Pubblici – è luglio. A questa data, però, vanno aggiunti altri 60 giorni come prevede la regolamentazione degli appalti”. Insomma, probabilmente a fine estate l'opera costata sei milioni di euro e che dovrà riqualificare il Rione Libertà sarà completata e donata ai cittadini che attendono da anni la controversia Spina Verde. A dire il vero, facendo un giro lungo il perimetro dei tre tronconi del cantiere, effettivamente si percepisce che tutte o quasi le opere sono state realizzate. Prato, marmi, strutture che ospiteranno mediateca ed altre strutture realizzate lungo l'area che abbraccia sia la zona dell'Addolorata che di San Modesto. “Materiali pregiati ed opere ben fatte - ha anche annunciato Lepore – che dovranno essere protetti anche dall'installazione di telecamere che magari saranno collegate direttamente alla sala operativa dei vigili urbani”.

Nulla di risolto, invece, per la questione degli alloggi di via Galanti. Lepore, infatti, rispondendo alle sollecitazioni di due assegnatari che da anni hanno pagato un alloggio ma per ora non sono mai entrati in possesso della casa, ha spiegato che il contenzioso non è tra privati e Comune, bensì tra i privati che all'epoca avevano stipulato un contratto con un altro privato (l'impresa costruttrice) poi bloccato dal Comune per delle presunte irregolarità. Una questione “spinosa” sulla quale ora si dovrà attendere la pronuncia della Cassazione.

Al.fa