Acqua come i rifiuti: Comuni obbligati ad associarsi

Scatta il conto alla rovescia per l'adesione obbligatoria degli enti locali all'Ente d'ambito

Benevento.  

L'imminente tornata elettorale non arresta la rivoluzione dell'acqua. Quando mancano ormai meno di due settimane al rinnovo dell'amministrazione regionale, da Napoli arriva un provvedimento molto significativo nel delicato processo di riordino della gestione delle risorse idriche in Campania.

Da oggi scattano i termini previsti dalla legge regionale (la numero 812 del 30 dicembre 2014) per l'adesione obbligatoria dei Comuni all'Ente idrico dell'ambito territoriale ottimale (in sigla Eiato). Si tratta dei maxi enti introdotti in applicazione delle norme nazionali che vogliono tutti i servizi pubblici assegnati ad organismi consortili, sulla falsariga di quanto accaduto per il ciclo dei rifiuti. In pratica un unico decisore centrale che avrà pieni poteri su tutto ciò che riguarda il ciclo dell'acqua in Campania, una prospettiva che in molti già contestano prim'ancora che l'ente veda la luce.

Ma mentre gli ambiti territoriali ottimali per i rifiuti si sono già (seppur lentamente) incamminati verso la partenza operativa, per i servizi idrici il percorso è soltanto agli inizi. La delibera dell'esecutivo Caldoro che istituisce l'Eiato è stata varata soltanto a fine 2014. Dalla pubblicazione del provvedimento sarebbero dovuti trascorrere trenta giorni perchè il Bollettino regionale presentasse lo schema di convenzione-tipo da sottoporre ai Comuni per la prevista adesione obbligatoria.

Di giorni invece ne sono trascorsi ben di più. E' di oggi infatti la formalizzazione sul Burc della convenzione che gli enti locali dovranno giocoforza sottoscrivere, pena il commissariamento ad acta da parte della Regione. E' quanto accaduto com'è noto per l'Ato rifiuti che ha visto l'attivazione delle procedure sostitutive per 19 Comuni sanniti che non hanno voluto firmare lo schema associativo.

Per quanto riguarda l'Ente d'ambito idrico, la delibera istitutiva assegnava ai Comuni sessanta giorni dalla pubblicazione (avvenuta il 12 gennaio 2015) per la sottoscrizione della convenzione il cui schema avrebbe dovuto essere reso noto a trenta giorni dalla delibera. Tempi tutti abbondantemente saltati in quanto il canovaccio associativo è stato pubblicato soltanto oggi. Bisognerà dunque verificare il nuovo cronoprogramma alla luce dei ritardi accumulati, ma è evidente che l'ormai prossimo appuntamento con le urne renderà ancora più incerti i tempi di attuazione del riordino. Sempre che un eventuale cambio di guida politica a Palazzo Santa Lucia non azzeri l'intero processo.

Paolo Bocchino