Una lunga gestazione e un epilogo non meno travagliato. Per il Bilancio dell’Asl non è ancora arrivato il momento della definitiva archiviazione. A rimettere in discussione lo schema contabile della gestione 2013 (l’ultima chiusa in ordine di tempo) ci ha pensato il Collegio dei revisori dei conti dell’Azienda sanitaria che ha dato parere non favorevole al documento nella sua ultima riunione datata 23 dicembre 2014. Una seduta fiume durata ben dodici ore nella quale è stato riesaminato ancora una volta lo schema approvato inizialmente dal management Asl il 30 giugno 2014 con la delibera 218, e riapprovato il 17 ottobre 2014 (delibera 319) per aggiornare il quadro contabile alla luce del riparto definitivo del Fondo sanitario regionale che ha assegnato alla Azienda sanitaria beneventana una corposa integrazione di risorse. Il Bilancio 2013 si chiudeva così, per la prima volta negli ultimi anni, con un utile di 1.493.667 euro. Risultato non a caso rivendicato con una certa irritualità dal team guidato da Michele Rossi nella stessa delibera di approvazione. Numeri che non sono cambiati nella loro sostanza, almeno secondo quanto ribadisce l’attuale management Asl con la delibera numero 24 approvata due giorni fa dal titolo: «Presa d’atto verbale del Collegio sindacale e precisazioni deliberazione 319/2014». Il provvedimento segna di fatto una contrapposizione netta, sia pure in forma assolutamente istituzionale, tra i vertici dell’Azienda e i cinque controllori:?Corrado Enea (presidente) e Luigi Iandolo di nomina regionale, Roberto Maglio (rappresentante del Ministero della Salute), Mauro Regardi (eletto dalla Conferenza dei Comuni), Gaetano D’Onofrio (designato dal Ministero dell’Economia). Per i Revisori, il Consuntivo della gestione 2013 è viziato da irregolarità tali da non consentire l’emissione di un parere favorevole. L’ammontare dei crediti esigibili, ad esempio. Il Collegio fa notare alla Asl di non aver indicato l’ammontare del Fondo di svalutazione, ovvero la quota dei crediti verosimilmente non riscuotibili e dunque da stralciare. Importo che avrebbe dunque modificato il quadro delle poste attive, influendo sul risultato finale. Ci sono poi i capitoli dedicati alle spese per consulenze, collaborazioni, lavoro interinale, altre prestazioni di lavoro sanitarie e socio-sanitarie. Tutte voci secondo i Revisori in sensibile aumento. Così come quella relativa al costo per i fatti passivi, a sua volta incrementatasi a detta del Collegio malgrado le precise disposizioni normative regionali che con la Finanziaria 2012 aveva obbligato le Aziende sanitarie a ridurre di almeno un terzo la voce di spesa per locazioni. Al contrario, nell’anno in questione la Asl beneventana avrebbe addirittura incrementato del 9,27 per cento gli esborsi, in violazione di quanto previsto dall’articolo 15 della legge regionale 1/2012. Contestazioni che, insieme ad altri rilievi puramente formali, determinavano il parere non favorevole del Collegio, che pure non mancava di attestare la esecuzione regolare delle verifiche periodiche previste dall’articolo 2403 del Codice civile, la corretta tenuta della contabilità, del libro giornale, del libro inventari e dei registri. Ma per i vertici della Azienda sanitaria si tratta di questioni formali che non inficiano la regolarità sostanziale del documento: «Trattasi principalmente - recita la delibera approvata due giorni fa dal direttore reggente Gelsomino Ventucci e dal direttore amministrativo Antonio Mennitto - di osservazioni di natura tecnica dovute a discordanze, refusi, mancanza di dettagli descrittivi, chiarimenti non pervenuti o non sufficientemente esaustivi, che non alterano sostanzialmente i valori delle singole voci di Bilancio e dunque il risultato di esercizio. Le stesse possono essere superate - conclude il management - attraverso una migliore esposizione, un maggior dettaglio e una più puntuale analisi». Una lettura che prova a derubricare a questioni di forma alcune contestazioni sostanziali, compito affidato a una dettagliata nota integrativa allegata alla delibera. Tesi che comunque pare scontrarsi con i reiterati rilievi precedenti dello stesso Collegio, richiamati anche nell’ultimo parere, e con la consulenza prestata da un professionista esterno da ormai tre anni proprio in materia di bilanci. Intanto la gestione di Gelsomino Ventucci. E’ attesa per oggi da parte della Regione la nomina a commissario straordinario dell’Asl dell’attuale reggente. Un cambio nominale che non dovrebbe mutarne le funzioni, anche se in Via Oderisio si aspetta la notifica dell’atto di Caldoro per averne piena contezza. Il mandato dovrebbe avere durata limitata alla designazione del nuovo direttore generale dell’Azienda.
Paolo Bocchino
