San Marco, Iannella: Non è il caso di cantar vittoria

La risposta alle ragioni del Comune. Prosegue la querelle sul cinema di via Traiano

Benevento.  

Prosegue la querelle sul caso della chiusura del Cinema Teatro San Marco. Dopo la nota di ieri, firmata dall'assessore al Patrimonio del Comune di Benevento, Pietro Iadanza è la famiglia Iannella, che ha gestito l'attività cinematografica di via Traiano a parlare.
Lo fa attraverso una lettera a firma dell'avvocato Ciro Centore che si rivolge al Comune di Benevento e in particolare al sindaco Fausto Pepe.

«...nell’ambito delle notizie e dei comunicati che rende l’Amministrazione comunale alla cittadinanza, con il suo sito, appare inconsueta - si legga nella nota - la notizia resa ieri sera dall’Assessore al Patrimonio comunale e correlata al “Cinema Teatro S. Marco”, di gestione della Famiglia Iannella. Ed è “inconsueta” non fosse altro perché da semplice comunicato, l’Amministrazione, per bocca del suo Assessore al Patrimonio, annuncia la “liberazione” dell’immobile con dettagli e “scorci storici” dell’iter giudiziario seguito, a mò di una memoria e comparsa da Tribunale degna di ben altre orecchie ed occhi.

 

E lo si fa in termini inconsueti e “appassionati” e quasi con “diletto”, come se la cittadinanza tutta di Benevento attendesse, famelica, le spoglie di un condannato e la notizia del suo decesso. Lo legga, signor Sindaco, particolarmente se non ancora ha avuto la opportunità di leggerlo. E dispiace sottolinearlo. Si manca di stile, nella forma e nella sostanza. Sotto il primo profilo perché la “narrazione, minuziosa e con particolari che di certo non interessano il “comune mortale” rappresentato da un qualsiasi cittadino ,“stanca”, alla lettura, e sotto il secondo profilo, perché è “monca”.

Alla cittadinanza non si rende un particolare importantissimo. L’Assessore o chi per esso, portavoce o semplice “scriba” dei nostri tempi, non partecipa alla cittadinanza beneventana un fatto e un passaggio rilevante, che è quello secondo cui la vertenza giudiziaria tra l’Amministrazione e la Famiglia Iannella è ancora in corso perché, nei termini di legge, la questione è stata portata innanzi alla Cassazione e questa Magistratura (la sola che si può arrogare il diritto di mettere un punto fermo e chiarire definitivamente le cose, ovvero il torto e la ragione e chi ha torto e chi ha ragione) non ancora si è pronunziata, per cui “il cantar vittoria”, nell’annuncio/proclama del Suo Assessore, e di farlo prima di un verdetto “definitivo e chiarificatore” è, signor Sindaco, quanto mai triste. Anzi penoso. Particolarmente per una Istituzione “seria”. E per una rappresentazione dei fatti nei termini più completi e veritieri. Era, questa, una circostanza che andava evidenziata e che è sfuggita al nostro “nuncius”.

 

E si sottolinea tanto, e me lo consentirà, con estrema “mestizia”. Non solo. Ci saremmo aspettati, piuttosto, un comunicato istituzionale che desse, ad oggi e per il domani, una risposta alle legittime attese e aspettative di tantissime Associazioni cittadine e culturali (e alle migliaia di giovani e meno giovani che rappresentano), attese e aspettative che “sinora” e su Benevento hanno trovato sostegno, ossigeno e ospitalità, da parte della famiglia Iannella e negli spazi del “Cinema Teatro S. Marco “e che, da oggi, per “lo spoglio” operato così platealmente dalla Amministrazione, si ritrovano “senza un tetto fisico e morale”.

Era ed è stato, signor Sindaco, e glielo ricordo, il “Cinema Teatro S. Marco”, per decenni e per esso la Famiglia Iannella, la sola realtà privata ad alimentare, sempre e in ogni circostanza (e assumendosene anche il carico finanziario e gli oneri), le legittime attese culturali di queste Associazioni e, si badi, le tantissime iniziative portate avanti, di anno in anno, con forum, dibattiti, mostre d’arte, e così via.

 

E che hanno fatto la storia “culturale” di Benevento. E non “altri”. Ci si domanda, ora, e già lo chiedono imperiosamente, le Associazioni, una volta appresa la notizia, “dove” troveranno questi “spazi culturali”, in alternativa allo “spazio oggetto di spoglio” e particolarmente quali “proposte e spazi nuovi” intende dare l’Amministrazione comunale, per il pronto soddisfo di queste aspettative, tra l’altro già programmate e aventi, sempre come riferimento e coordinamento, la Famiglia Iannella. E sarà bene, allora, comunicare, quanto prima, non notizie “ferali” e di “morte” per la Città, le determinazioni ed intese più opportune ed immediate che l’Amministrazione intende assumere.

Dispiace, mi creda, doverLa caricare di tanto. E di doverlo fare in occasione di una iniziativa di “comunicazione” infelice e inusitata di un Suo Assessore. La Città attende una proposta. E che la si comunichi, con dovizia ed ampiezza di particolari, come quella pubblicizzata, con un particolare piacere con il sito istituzionale. Non me ne voglia. Mi sono sforzato di essere “serio”. A fronte di quanto comunicato ed accaduto ed oggetto di ben altri commenti. Mi creda. La Famiglia Iannella ha stima di Lei. E continua a conservarla, anche con questi “incidenti di percorso”. Non a Lei di certo dovuti».