La Campania è una delle regioni italiane con il più alto numero di malati di epatite C. Va da sè che altissima è stata l'attenzione della comunità medica e dei malati per il caso Sofosbuvir: il superfarmaco che in percentuali altissime riesce a far scomparire il virus, ma che ha costi altissimi (50-60mila euro per ciclo di cure).
Alta è stata la discussione nei mesi scorsi: gli alti costi impediscono di trattare tutti i malati, e per ora le cure sono riservate a pazienti particolari, quelli con la malattia in uno stadio avanzato, i cirrotici, quelli in attesa di trapianto o i trapiantati. Non tutti, dunque, avranno accesso al farmaco, e questo ha portato anche all'apertura di un'inchiesta da parte del pm Guariniello, che ha ipotizzato i reati di omissione di cure e lesioni colpose.
Ottochannel ha fatto chiarezza intervistando il dottor Vincenzo Guadagnino, epatologo e responsabile del servizio di Epatologia Clinica della casa di cura "San Francesco di Telese".
Parola d'ordine per Guadagnino è evitare gli allarmismi: «Il timore di molti pazienti è che si possano innescare giochi sulla loro pelle. Che ci siano i soliti furbetti. Sotto questo punto di vista io credo di poter rasserenare: sono stati posti dei paletti e dei limiti dalle regioni, per quanto attiene all'accesso alle cure, ma credo che i criteri utilizzati siano buoni. Non mi sento di fare critiche da questo punto di vista. P».
E da poco, dunque, sono state avviate le cure col superfarmaco anche in Campania: «Ogni centro potrà erogare 15 terapie. Benevento ne ha uno, 'Irpinia 3 e così via, ed è ovvio che se un centro eroga solo 5 terapie altri 10 pazienti andranno smistati in un altro centro e così via... però allo stesso modo voglio spiegare che il Sofosbuvir per quanto sia un farmaco estremamente importante, non è l'unica cura, e infatti va assunto assieme all'Olisio, che è un altro antivirale. Ma è bene precisare anche che in ogni caso in un paziente cirrotico, ad esempio, seppur scompare il virus la cirrosi rimane. Insomma, è molto importante fare chiarezza».
Cristiano Vella
