“La drammatica situazione di emergenza sanitaria ed economica ha, tra l'altro, già iniziato a colpire gravemente anche il settore delle locazioni immobiliari, con il concreto rischio del mancato pagamento dei canoni”. Così l'avvocato Alessandra Troisi, presidente di Unioncasa di Benevento, in una nota spiega una serie di proposte messe in campo per affrontare la grave crisi economica scaturita dall'emergenza sanitaria per il Covid 19.
“Fonti autorevoli (Adnkronos 23/03/2020) indicano al momento oltre il 60% di imprese forzosamente chiuse – spiegano la presidente Alessandra Troisi e il responsabile dell'Ufficio di Benevento Giacomo Sant'Arcangelo -, situazione che coinvolge oltre 7,5 milioni di dipendenti cui vanno ad aggiungersi una schiera di lavoratori autonomi ed imprenditori (poco meno di 4 milioni di persone) di cui molti, in mancanza di un intervento immediato, non avranno la forza di proseguire nelle loro attività.
A tali impressionanti dati - spiegano ancora da Unioncasa -, probabilmente destinati a crescere, si aggiungono (Fonte OMI-ABI 2019) 1.377.000 contratti ad uso abitativo, 365.000 contratti ad uso diverso e 287.000 contratti per studenti universitari a rischio di insolvenza.
Sarebbe però miope non vedere anche l’altra faccia della medaglia, pure negativa, con una proprietà messa in ginocchio dal mancato pagamento dei canoni, da massivi rilasci anticipati, in un contesto dove, per alcuni, il canone rappresenta l’unica fonte di sostentamento, per altri l’oggetto di un’impresa destinata a soccombere.
Siamo tutti d’accordo che la situazione comporta morosità sicuramente per molti aspetti incolpevoli, ma allo stesso modo anche la proprietà si sta ritrovando in una non minore situazione emergenziale e di grave mancanza di liquidità. Sarebbe impensabile considerare provvedimenti volti a far ricadere su una sola parte contrattuale gli effetti di questa drammatica situazione. Unioncasa ha da subito segnalato dapprima al Premier Conte l’emergenza, ed ora, dopo più attenta seppure tempestiva analisi, ha formulato le seguenti circostanziate proposte, finalizzate al raggiungimento di un Accordo di Solidarietà che tenga in considerazione l’obiettivo generale di uscirne insieme, gli uni con gli altri, senza contrapposizioni ma con il rispetto delle singole esigenze.
L'idea è quella di un patto di riduzione del canone, per un periodo di tempo limitato, attuabile a fronte di comprovate difficoltà economiche del conduttore. Il patto, da redigere in forma scritta (anche tramite email o altre idonee tecnologie digitali) attestato dalle Associazioni di Categoria, riduce temporaneamente il solo canone di locazione per un periodo di 6 mesi, rivedibile ed eventualmente rinnovabile ogni 3 mesi, in base all’evolversi della situazione contingente.
Al locatore che avrà aderito al patto di solidarietà è riconosciuto un credito di imposta in misura pari alla riduzione accordata del canone.
E' dunque un accordo tra i contraenti ma con un importante contributo da parte dello Stato, grazie al quale si valorizza la funzione sociale della proprietà secondo i principi riconosciuti dalla Costituzione (art. 2 e 42).
Il Centro Studi della Associazione Unioncasa ha inoltre formulato altre importanti proposte in materia, quali l'estensione della applicabilità della cedolare secca agevolata al 10% su tutto il territorio nazionale, a causa del sopraggiunto stato di emergenza, parificabile allo stato di calamità.
Ed ancora - conclude Troisi -, di poter escludere dai redditi imponibili i canoni non percepiti senza la necessità, come attualmente previsto, di un provvedimento giudiziario che attesti la morosità del conduttore. Quest'ultima soluzione risponde inoltre al tentativo di alleggerire il carico di lavoro dei Tribunali, già gravati da un'enorme mole di lavoro. Queste, tra le altre, le più immediate proposte sottoposte al vaglio degli Organi competenti".
