“Come ha più volte ha detto il Papa l'acqua è un dono ma purtroppo sempre più spesso ce ne rendiamo conto tardi”. Un messaggio forte da parte dell'arcivescovo di Benevento Felice Accrocca arriva sulla privatizzazione e sullo spreco dell'acqua che con il passare degli anni diventa sempre più preziosa e per questo anche al centro di interessi privati a discapito della collettività. Messaggi lanciati questa mattina dai relatori dell'incontro in streaming organizzato dal Comitato Sannita “Acqua Bene Comune” - in collaborazione con “Generazione Futura” -, presieduta da Giovanni Seneca che ha moderato l'incontro.
Ospiti l'arcivescovo di Benevento, Felice Accrocca e padre Alex Zanotelli, missionario comboniano che da anni si batte affinchè l'acqua non finisca in mano ai privati e torni ad essere un bene di tutti.
“L'acqua non è un diritto acquisito ma un dono e non va sprecata e per fare questo c'è bisogno di responsabilità e giustizia. Responsabilità – ha spiegato il pastore della Chiesa beneventana - serve per impedire continui sprechi di acqua. Significa acquisire un atteggiamento più responsabile nei confronti di essa. Giustizia invece perchè l'acqua che usiamo per fare una doccia potrebbe bastare ad una famiglia africana per una settimana. Non è giusto fare tre docce al giorno. Un conto è l'igiene, un altro lo spreco”. Per quanto riguarda il tema 'giustizia' l'arcivescovo ha invece spiegato: “Non si deve privatizzare un bene primario a discapito dei più deboli. Non è giusto che si arrivi a costi per le bollette esorbitanti. L'acqua non è un bene superfluo ma un bene di tutti”.
Chiaro anche il riferimento sul fermento che c'è in questi mesi sull'utilizzo dell'acqua della diga di Campolattaro: “Nel Sannio abbiamo l'invaso di Campolattaro che forse è la riserva idrica più grande della Campania. Una ricchezza per i nostri territori che va tutelata e salvaguardata. Trent'anni fa la ricchezza era il petrolio, oggi è l'acqua. Per questo bisogna impedire quello che è accaduto negli anni con il petrolio. Serve una sensibilizzazione di tutti. L'opera più importante che possiamo fare è divulgare e formare le nuove generazioni sul problema”.
L'auspicio di monsignore Accrocca è quello che l'intera oasi di Campolattaro possa diventare polmone verde anche per tutti i cittadini dell'area metropolitana e l'acqua risorsa per intere comunità”. Monsignore Accrocca ha poi rivolto un invito alla politica: “Uno dei nodi da sciogliere è il rapporto tra l'economia e la politica. La politica purtroppo è perdente e per questo c'è necessità che recuperi il suo ruolo altrimenti continuiamo ad essere comandanti dall'economia. Il compito della politica è distribuire la ricchezza per tutti”.
“Il futuro non esiste. Toccherà alla vostra generazione salvare il pianeta ma bisogna farlo ora”. Questo l'ncisivo intervento di padre Zanotelli che ha esortato i giovani presenti a fare rete per cambiare il presente: “Servono associazioni, sindaci e cittadini che dal basso cerchino di invertire questa brutta tendenza. L'acqua è la madre di tutto, di tutta la vita sul nostro pianeta e ce lo dice la scienza. L'acqua in America è quotata in borsa, una cosa gravissima. Ed è per questo che nel 2011 decidemmo di fare il referendum – ha ricordato padre Zanotelli - con il quale la maggior parte degli italiani ha detto con fermezza che non vuole l'acqua privatizzata. Dopo dieci anni nessun governo ha avuto il coraggio di bloccare le speculazioni. Sull'acqua si faranno molti più soldi che sul petrolio”.
Ad oggi solo Napoli e pochi altri Comuni hanno dato seguito alla volontà sovrana esercitata dai cittadini con il referendum ed hanno reso l'acqua nuovamente pubblica. Operazioni virtuose ha rimarcato il presidente di Acqua Bene Comune, Giovanni Seneca: “A Napoli grazie ad una gestione pubblica virtuosa oggi i residenti possono contare su bollette più basse e meno dispersione idrica e questo è avvenuto perchè i profitti non sono finiti in società private ma al Comune che ha impiegato i soldi per riparare perdite e fare nuove condotte”. Esempi di buona gestione anche nel Sannio come il Consorzio composto da Fragneto Monforte e Fragneto l'Abate “che è un ottimo consorzio, peraltro antichissimo e che funziona bene. Ed ancora – ha concluso Seneca -, c'è il comune di Circello che da decenni gestisce l'acqua in maniera pubblica. Questi sono esempi virtuosi da seguire”.
Padre Zanotelli in conclusione è tornato sugli sprechi: “Stiamo perdendo un capitale e con il recovery plan abbiamo chiesto al presidente della Camera, Roberto Fico che parte dei soldi vengano impiegati per rifare le reti idriche. Oggi perdiamo, specialmente al Sud, almeno il 50 per cento dell'acqua. Facciamo lavorare le persone per rifare le condotte”.
