Un gruppo di medici sanniti firma una riflessione a margine della visita di De Luca all'ospedale San Pio sul futuro della sanità del Sannio, partendo dalle note positive, il miglioramento tecnologico e l'attenzione della Regione, per poi convergere sugli aspetti negativi, la carenza di medici: «A margine della visita del Presidente Vincenzo De Luca presso l’AO San Pio di Benevento, ospedale di riferimento della provincia sannita, c’è da fare una riflessione su che futuro avrà la sanità del Sannio.
Quello che si è visto dalle immagini di ieri è senza altro una rivoluzione copernicana nel Nosocomio beneventano visto l’importante upgrade tecnologico con la creazione dell’unità robotica e le nuove TC e Risonanza Magnetica oltre alla sistemazione degli spazi interni e il rifacimento della Rianimazione.
Ciò dimostra la corretta amministrazione del Direttore Generale Ferrante e un’attenzione maggiore del Secondo mandato Elettorale di De Luca verso il Sannio.
Tuttavia, il problema che assilla il San Pio è la mancanza cronica di personale medico e sanitario per il corretto funzionamento della struttura. Certamente i concorsi ci sono stati ma il turn over con i pensionamenti è stato maggiore rispetto agli assunti.
Prendiamo il caso della rinata rianimazione con 10 posti letto che vede purtroppo una mancanza cronica di Anestesisti che ormai in tutti gli ospedali sono diventati merce rarissima. Perché il San pio nonostante la sicurezza del posto fisso non riesce a reclutare Anestesisti o Medici di Medicina d’Urgenza?»
Questo, secondo i medici, non è un problema di gestione e management, ma è un problema a monte, relativo alle storture dei processi formativi: «La risposta è semplice non ci sono abbastanza medici sanniti specializzati in queste branche o in generale non ci sono medici specialisti. Il problema principale è l’imbuto formativo che si è avuto in questi anni che ha falcidiato la formazione di migliaia di medici in tutta Italia, molti sono volati all’estero e li si sono stabiliti altri invece hanno scelte altre vie o hanno rinunciato alla formazione post-laurea. All’ultimo concorso per accedere al concorso di formazione per la medicina generale (Diventare medico di famiglia, n.d.r.) oltre 25 sanniti sono rimasti fuori dall’accesso a tale scuola e ciò porterà anche un impoverimento sul territorio della medicina che ha mostrato nel periodo di Covid essere il tallone d’Achille della Sanità».
Un problema non solo del pubblico: «Se la sanità pubblica non se la passa bene neanche la privata può sorridere tanto vista la mancanza cronica di medici, tanto che molto spesso in alcune cliniche non si riescono a coprire i turni di guardia».
Le soluzioni? Secondo gli autori della riflessione sono queste: «Pertanto si aprono due scenari possibili per cercare di risolvere il deficit di personale medico specializzato nel Sannio in termini rapidi. Il primo scenario è quello che la Regione Campania o la provincia di Benevento imitino le provincie autonome di Trento e Bolzano che ogni anno offrono borse di studio duramente vincolanti per specializzazione ai medici residenti da oltre 10 anni nel Sannio. Questa Soluzione potrebbe risolvere i problemi della Sanità Ospedaliera Pubblica e Territoriale in 3-5 anni ma durevole per 40 anni.
L’altro Scenario è quello di rendere l’AO San Pio una zona “ZES” sanitaria aumentando i benefit degli operatori sanitari per attrarre personale medico dalla Regione o far ritornare i sanniti fuori o pensionati a condizioni economiche molto favorevoli. Questa soluzione avrebbe effetti quasi immediati di risoluzione ma con effetti incerti nel lungo periodo.
Tra un po' si svolgerà il concorso di specializzazione per le scuole mediche, al momento bisogna augurarsi che entrino tutti i medici sanniti e che vogliano ritornare a lavorare al San Pio».
