Teatro Romano: boom di presenze per i gladiatori sanniti

Per l'iniziativa le Domeniche al museo

teatro romano boom di presenze per i gladiatori sanniti
Benevento.  

Ha entusiasmato grandi e bambini la rievocazione storica del popolo sannita e delle maschere gladiatorie in programma oggi al Teatro Romano di Benevento.

Boom di presenze per l'appuntamento promosso in occasione delle “Domeniche al Museo” e curato dall'Associazione Benevento Longobarda, affiancata dall'associazione Renactment Society, in collaborazione con la Direzione del Teatro Romano.

“Un obiettivo che insieme al direttore del Teatro Giacono Franzese perseguiamo da tempo - spiega Ferdinando Creta – e che riesce a centrare un doppio risultato: far vivere il teatro e raccontare ai beneventani e ai visitatori la storia della città”.

Un incontro in cui sono stati presentati gli equipaggiamenti militari sanniti e sono stati simulati dei combattimenti, ovvero dei ludi funerari, che daranno vita al fenomeno della gladiatura.

I primi gladiatori, infatti, erano solo ed esclusivamente guerrieri sanniti, a cui vennero poi affiancate altre tipologie, fino a quando, nel I secolo a.C., la figura del sannita scomparve dai giochi gladiatori e venne sostituita da altre tipologie, ideate per rendere i combattimenti più spettacolari. Verranno quindi presentate le seguenti tipologie di gladiatori, che poi combatteranno tra di loro in duelli spettacolari: il Trace, il Murmillo, l'Hoplomacus, il Reziario, il Secutor, lo Scissor.

Ad introdurre l'appuntamento l'avvocato Mario Collarile, massimo esperto di storia dei gladiatori e del loro rapporto con la città di Benevento.

“Molte fonti purtroppo sono andate distrutte ma in passato Benevento era famosa nel mondo - ha spiegato Mario Collarile -. L'Arco di Traiano rappresentava la porta tra l'Oriente e l'Occidente. Benevento ospitava grandi spettacoli ed è accertata la presenza di nerone. Tacito, nel quindicesimo libro degli Annali ci racconta che tributarono a Nerone grandi spettacoli. Parliamo di un Anfiteatro da 30mila posti, riempito con l'acqua del fiume Sabato e con due navi. Parliamo di uno spazio grande il doppio dello stadio Vigorito”.