“Aiutiamo chi ripara e fa rinascere i paesi perduti. In quei Paesi si ritrova il fascino dell’Italia più autentica”. Parte da qui la proposta del consigliere comunale di Forza Italia di Guardia Sanframondi, Fiorenza Ceniccola che spiega
"Le aree interne tornano ciclicamente al centro del dibattito politico, salvo poi essere rapidamente accantonate una volta chiuse le urne. E’ quanto sta accadendo anche dopo le recenti elezioni regionali in Campania, nonostante gli impegni pubblici assunti durante la campagna elettorale, che prevedevano un’attenzione specifica e persino l’istituzione di un assessorato dedicato alle Aree Interne. Una promessa chiara, ribadita più volte, che ad oggi non ha ancora trovato alcun riscontro concreto. In attesa di comprendere quali decisioni il Presidente Roberto Fico intenda assumere per le aree interne e per i piccoli borghi in via di spopolamento, sento il dovere – da consigliera comunale di un comune marginale – di riportare con forza questa priorità al centro dell’agenda politica regionale e nazionale. Non per polemica fine a se stessa, ma per rispetto verso queste comunità che chiedono risposte concrete e coerenza politica. Lo ha ricordato con parole chiare e nette il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del settimo Forum nazionale delle aree interne: “Bisogna fare di più per le aree interne. E’ un problema che riguarda un quarto dell’intera popolazione italiana … Un patrimonio di persone e luoghi che non possiamo arrenderci a vedere deperire o, peggio, scomparire”. I piccoli borghi
dell’Appennino e delle aree interne, in particolare nel Mezzogiorno, continuano a perdere abitanti, opportunità e
speranza. Per tanti, troppi giovani l’unica prospettiva resta quella di andare via: per studiare, per lavorare, per costruirsi un futuro altrove. Questo non può essere considerato un destino inevitabile. Per contrastare realmente lo spopolamento dei piccoli borghi non bastano gli annunci o gli “spiccioli” distribuiti a pioggia come è successo di questi ultimi anni con il DPCM approvato nel 2021 dal governo Draghi. Serve l’intervento concreto delle regioni e una legge nazionale forte e strutturata capace di intervenire in modo coordinato ed incisivo. Una legge per cambiare il destino di chi nasce nei piccoli borghi dell’aspra montagna dell’Appennino, specie quello meridionale (quelli che il prof. Manlio Rossi Doria indicava come il Sud dell’osso). In poche parole, per salvare i nostri 8000 piccoli borghi dall’abbandono ci vuole una legge come quella fatta approvare in Francia da quel grande scrittore-giornalista André Malraux, ministro alla Cultura nel 1962 (durante il governo De Gaulle), che finanziava interventi di risanamento e riqualificazione dei vecchi quartieri delle piccole comunità francesi. Quella legge ebbe effetti
straordinari perché in questo modo si riuscì a cambiarne completamente il volto richiamando turisti e, soprattutto,
cambiando la vita dei residenti. Per i tanti borghi abbandonati (e/o sempre più desolati) dell’Italia sarebbe utile un progetto nazionale del genere. E’ vero che c’è già una legge per il sostegno dei piccoli comuni rappresentata dalla n.158/2017 ma, a mio avviso, non basta. Ha rappresentato un segnale di attenzione, però insufficiente per il sostegno che garantisce. E’ vero che c’è il Piano della Strategia nazionale per le aree interne ma, a mio avviso, non basta. Ci vuole una legge che esprima la volontà del Governo di intervenire radicalmente e con forza. Serve una legge che deve finanziare progetti di sistema che valorizzino l’ambiente, il paesaggio, le architetture.
Soltanto in questo modo si potrà ripristinare il patto di fiducia verso il territorio".
