Inquinamento dell'aria: luci e ombre per Benevento

Entro il 2030 occorre un forte impegno per i nuovi parametri

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Benevento.  

Non va male, ma potrebbe andare meglio. E' in estrema sintesi il quadro che emerge per l'aria di Benevento dal report di Legambiente “Mal’Aria di città 2026”. 
Il capoluogo sannita è nei limiti per gli standard attuali ma è ancora molto lontano dagli obiettivi indicati in vista del traguardo 2030 e della decarbonizzazione. Ventidue gli sforamenti nel 2025 per quel che riguarda il PM 10 ma per rientrare negli obiettivi futuri la città dovrà migliorare, tagliando le emissioni del 25%. Più critica la situazione rispetto al PM 2.5 (parametro che indica il particolato fine, particelle inquinanti con diametro inferiore a 2,5 micrometri in grado di penetrare profondamente in bronchi e alveoli, entrando nel circolo sanguigno). Benevento dovrebbe ridurre le concentrazione del 36%. Sul fronte dell'inquinamento da biossido di azoto: Benevento è l’unico capoluogo campano, con Avellino e Caserta, a trovarsi già sotto il limite futuro di 20 µg/m³.

“In Campania- ha commentato Francesca Ferro, direttrice Legambiente Campania- la lotta all’inquinamento atmosferico può e deve diventare un obiettivo strutturale delle politiche ambientali. Dopo anni di criticità e di interventi, la qualità dell’aria non può più essere gestita come un’emergenza, magari dipendente dai capricci della meteorologia, ma come il risultato di scelte o, meglio, di non scelte, che hanno inciso negativamente per decenni sullo sviluppo della nostra regione. Sono ancora molte le città campane che riducono le concentrazioni di inquinanti troppo lentamente per rispettare i limiti europei del 2030 e tutelare la salute delle persone. Serve invece un cambio di passo: investire con continuità nel trasporto pubblico e nella mobilità sostenibile, accelerare la riqualificazione energetica degli edifici e il superamento delle fonti più inquinanti nel riscaldamento domestico e dal comparto industriale, intervenire in modo strutturale su agricoltura e allevamenti intensivi”.

Per invertire la rotta e raggiungere gli obiettivi europei del 2030, Legambiente Campania chiede interventi strutturali e c'è da ricordare che in città il consiglio comunale ha recentemente approvato il Patto dei Sindaci per il clima e l’energia, impegno ad un documento strategico che guardi alla lotta ai cambiamenti climatici attraverso la mitigazione delle emissioni inquinanti ma anche l'utilizzo di energia sicura e sostenibile.