Benevento celebra la Liberazione: memoria, impegno e futuro nel corteo cittadino

Ciervo, Anpi, "è la data più importante del calendario civile"

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Benevento.  

Da Piazza Vittoria Colonna, nei pressi della stazione centrale, fino a Piazza Roma, Benevento ha rinnovato il suo legame con la memoria e i valori della Resistenza in occasione dell’81° anniversario della Liberazione.
Un corteo partecipato, promosso dall’ANPI di Benevento insieme alle realtà associative e istituzionali del territorio, ha attraversato la città trasformandosi in un momento di riflessione collettiva e di impegno civile.

A guidare il senso della giornata sono state le parole del presidente provinciale dell’ANPI, Amerigo Cirvo, che ha ricordato come il 25 aprile rappresenti «la data più importante del calendario civile». Un passaggio fondamentale non solo per la fine del fascismo, ma anche per l’avvio di un percorso che ha portato a conquiste decisive: il primo voto alle donne, la nascita della Repubblica e l’elezione dei padri e delle madri costituenti. Tutti elementi, ha sottolineato, «che discendono dalla lotta antifascista» e che rendono necessario un continuo esercizio di memoria, soprattutto verso le nuove generazioni chiamate a raccogliere il testimone dei partigiani.

Un momento particolarmente significativo, alla vigilia della celebrazione, è stato l’intitolazione del piazzale posto lungo Corso Garibaldi ricompreso tra l’ingresso del Museo Arcos e l’area a verde adiacente attraversato da Via Stefano Borgia) a Giacomo Matteotti, figura simbolo dell’opposizione al regime fascista. «La pazienza è una virtù rivoluzionaria», ha commentato Cirvo, evidenziando come questo riconoscimento, seppur tardivo, rappresenti un segnale importante per la città, restituendo centralità a uno dei primi martiri dell’antifascismo italiano.

L’assessora alla cultura Antonella Tartaglia Polcini, intervenuta per l’amministrazione comunale, ha ribadito il valore non rituale della celebrazione. Il 25 aprile, ha spiegato, vive «nei gesti, nei segni e nelle opere» e richiama i principi fondanti della convivenza civile, sanciti nella Costituzione e richiamati anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Libertà, diritti inviolabili e doveri di solidarietà rappresentano un patrimonio che si rinnova quotidianamente attraverso l’impegno contro ogni forma di violenza e sopraffazione. Il corteo stesso, ha aggiunto, simboleggia un percorso fatto di sacrifici e conquiste mai definitive, ma da difendere continuamente.

Il segretario della CGIL di Benevento, Luciano Valle, ha posto l’accento sul legame tra i valori della Liberazione e le sfide del lavoro contemporaneo. Richiamando l’articolo 36 della Costituzione, ha evidenziato come il diritto a un lavoro dignitoso e ben retribuito sia oggi messo a dura prova, soprattutto in un territorio segnato da crisi aziendali e difficoltà strutturali. Le vertenze aperte e la fragilità del tessuto produttivo locale rischiano di compromettere il futuro delle giovani generazioni, sempre più spinte a lasciare la provincia.

«Se salta l’ossatura delle piccole aziende – ha avvertito – salta il nostro territorio». Per questo, ha concluso, non bastano slogan: serve un impegno concreto per rilanciare il lavoro e restituirgli quella centralità che la Costituzione gli attribuisce.

Il corteo del 25 aprile a Benevento si è così confermato non solo come un momento di commemorazione, ma come un’occasione viva di confronto sui valori della democrazia, della libertà e della giustizia sociale. Un richiamo forte alla responsabilità collettiva, affinché la memoria della Liberazione continui a tradursi in azioni concrete per il presente e per il futuro.