Biometano a San Domenico: la protesta dei cittadini

"Vicenda tutt'altro che chiusa, non rimarrenmo in silenzio"

biometano a san domenico la protesta dei cittadini
Benevento.  

“La vicenda dell’impianto di biometano in località San Domenico è tutt’altro che chiusa”. Così il Comitato civico territoriale San Domenico e aree limitrofe torna sulla problematica che da tempo interessa centinaia di cittadini dell'area nord della città di Benevento. Di seguito la nota del gruppo.

“Dopo i provvedimenti adottati dal Comune di Benevento sulla base della relazione ARPAC, la società ha presentato ricorso al TAR.
Da quanto emerge, il TAR non ha cancellato le criticità rilevate dagli organi tecnici, ma ha posto il tema dei tempi e delle modalità con cui procedere allo svuotamento e alla rimozione dei materiali presenti nell’impianto. Ed è proprio su questo punto che il Comitato Civico Territoriale San Domenico e Aree Limitrofe intende essere chiarissimo. Dagli atti ARPAC emerge un quadro gravissimo: difformità rispetto alla documentazione autorizzativa, criticità strutturali e gestionali, stoccaggi non conformi, pre-vasche e vasche problematiche, pavimentazioni non impermeabilizzate e potenziali impatti su aria, suolo, sottosuolo e acque. Non siamo quindi davanti a un semplice problema di cattivi odori. I miasmi sono la parte più evidente e insopportabile per i cittadini, ma dietro c’è una vicenda molto più seria, che riguarda la tutela della salute, dell’ambiente e del territorio. Ora apprendiamo che la società propone tempi più lunghi e una rimozione parziale dei materiali, sostenendo che uno svuotamento troppo rapido potrebbe creare problemi ambientali, traffico pesante, polveri, rumori, rischio di sversamenti e perfino un aumento delle emissioni odorigene. La domanda è inevitabile: ci si preoccupa oggi dei rischi ambientali dello svuotamento, dopo che per settimane i cittadini hanno respirato miasmi insopportabili e dopo che ARPAC ha rilevato criticità tali da portare a provvedimenti interdittivi e prescrizioni pesantissime? Le esigenze operative del gestore non possono diventare l’ennesimo peso scaricato sui cittadini. Non può accadere che, dopo le criticità rilevate dagli enti tecnici, il territorio debba subire anche tempi dilatati, soluzioni parziali e una puzza che rischia di accompagnarci per tutta l’estate. Il Comune di Benevento, chiamato ora a ridefinire tempi e modalità, deve tenere ferma una priorità: la tutela dei cittadini viene prima delle esigenze della società. Ogni nuova tempistica dovrà essere breve, motivata, controllata e accompagnata da garanzie precise.
Il Comitato chiede di sapere, con atti ufficiali: • cosa verrà rimosso; • cosa resterà nell’impianto; • entro quali tempi; • con quali mezzi; • verso quali impianti di destinazione; • con quali formulari; • sotto quale controllo pubblico; • con quali garanzie per la salute e l’ambiente. Non bastano promesse, rassicurazioni o impegni del gestore. Devono essere gli enti competenti — Comune, ARPAC, ASL, Polizia Municipale, Carabinieri Forestali — a verificare, verbalizzare e rassicurare formalmente la popolazione. Il Comitato chiede inoltre di essere ascoltato dal Comune prima della definizione delle nuove modalità operative, quale soggetto rappresentativo dei cittadini delle aree interessate. La nostra azione proseguirà su tre fronti: accesso agli atti, richiesta di monitoraggio ambientale continuo e raccolta organizzata delle segnalazioni dei cittadini attraverso l’Osservatorio civico dei miasmi. Non siamo contro il progresso né contro le energie rinnovabili. Siamo contro ogni attività che, per come viene realizzata o gestita, possa mettere a rischio la salute dei cittadini, l’ambiente e la dignità di un territorio. San Domenico, Pietrelcina, Pesco Sannita e le aree limitrofe meritano rispetto. Questa volta i cittadini non resteranno in silenzio”.