Benevento chiede risposte: centinaia in corteo contro inquinamento e miasmi

Lungo Ponte Vanvitelli per denunciare i recenti episodi di inquinamento

Benevento.  

Un fiume di cittadini ha attraversato il Ponte Vanvitelli per chiedere una sola cosa: risposte. Centinaia di persone hanno partecipato al flash mob promosso da numerose associazioni ambientaliste, liberi cittadini, e comitati dando vita a una manifestazione pacifica ma carica di significato per denunciare i recenti episodi di inquinamento che hanno interessato il territorio sannita.
Il corteo è partito da via Posillipo per giungere in via Grimoaldo Re attraversando Ponte Vanvitelli, simbolo della città e, in questi giorni, anche luogo emblematico di una vicenda ambientale che continua a destare preoccupazione.
Al centro della protesta i persistenti miasmi ma soprattutto la comparsa della schiuma bianca sul fiume Calore, episodio seguito da una significativa moria di pesci. Una vicenda sulla quale la Procura della Repubblica di Benevento ha aperto un'inchiesta per accertare cause ed eventuali responsabilità.
Sui cartelli esibiti dai manifestanti messaggi ironici ma incisivi, diventati il simbolo della mobilitazione: "Ed è subito tanfo" e "Si sta come a Benevento i pesci nel Calore", slogan che sintetizzano il malcontento di una cittadinanza che chiede tutela della salute e dell'ambiente.

Tra i promotori dell'iniziativa, Michele Martino, che ha spiegato le ragioni della manifestazione.
«Purtroppo la cittadinanza è stata costretta a scendere in piazza, in un luogo profondamente significativo, che in questi giorni è stato anche particolarmente martoriato. Ci chiediamo cosa è successo, perché è successo e quali provvedimenti siano stati adottati. Sono i tre interrogativi che si pongono soprattutto quei cittadini costretti a restare chiusi in casa con quaranta gradi per i cattivi odori. Il problema è che, a queste domande, non è arrivata alcuna risposta».

Martino ha parlato di un "silenzio vergognoso" da parte delle istituzioni competenti. «È vergognoso ascoltare questo silenzio e vedere che chi ha responsabilità in materia si è trincerato dietro le proprie competenze. Invece di metterle insieme, ognuno è rimasto nel proprio perimetro». E ancora «La cosa ancora più grave è che non è stata accolta la richiesta di un consiglio comunale ad hoc per confrontarsi con la cittadinanza. La città oggi confida in un tavolo istituzionale in Prefettura, dove tutti gli enti coinvolti possano finalmente sedersi insieme. Non si può assistere inermi a questo continuo scaricabarile».

Nel suo intervento Martino ha espresso anche valutazioni critiche sulla gestione degli enti pubblici e sulle modalità delle nomine, sostenendo che la priorità debba essere «la verità, la trasparenza e risposte concrete e risolutive» per i cittadini.

L'iniziativa si è svolta senza simboli di partito e ha coinvolto cittadini di ogni età, uniti dalla volontà di riportare al centro del dibattito pubblico la tutela dell'ambiente e della salute.
Mascherine sul volto e magliette bianche, come richiesto dagli organizzatori, hanno caratterizzato il corteo che ha attraversato il Ponte Vanvitelli, trasformandolo in un luogo simbolico della richiesta di chiarezza. Inevitabile qualche rallentamento al traffico. 

L'obiettivo della manifestazione è stato quello di mantenere alta l'attenzione su due emergenze che hanno profondamente colpito la comunità beneventana: da un lato i miasmi che da settimane rendono difficile la vita in diversi quartieri della città, dall'altro l'allarme ambientale scaturito dalla schiuma comparsa sul Calore e dalla conseguente moria di pesci, vicenda ora al vaglio della magistratura.

Al termine della manifestazione, il messaggio rivolto alle istituzioni è rimasto uno solo: fare piena luce su quanto accaduto, individuare eventuali responsabilità e adottare misure efficaci affinché episodi del genere non si ripetano.