Otto comunità, tre cammini e una sola meta. È stata una giornata di fede, fraternità e condivisione quella vissuta domenica 4 ottobre alla Basilica della Santissima Annunziata di Vitulano, dove la Valle Vitulanese si è ritrovata nel giorno di San Francesco d’Assisi, nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte del Santo. Campoli del Monte Taburno, Tocco Caudio, Cautano, Vitulano, Castelpoto, Torrecuso, Paupisi e Foglianise hanno camminato insieme, accompagnando per la prima volta alla Basilica le statue dei rispettivi Santi Patroni.
Un momento di forte significato religioso e comunitario, che ha visto la partecipazione di parroci, sindaci, amministratori, associazioni e numerosi fedeli. Tre i percorsi scelti per raggiungere l’Annunziata. Vitulano si è ritrovata alle 17.30 presso la Chiesa della Santissima Trinità; alle 18, a Cacciano, in piazza Corticella, sono partite le comunità di Campoli del Monte Taburno, Tocco Caudio e Cautano; alla stessa ora, da piazza Santa Maria a Foglianise, si sono messe in cammino Castelpoto, Torrecuso, Paupisi e Foglianise. Strade diverse, dunque, ma una sola destinazione. Un’immagine fortemente simbolica, pensata per richiamare la Santissima Trinità e rappresentare l’unità della Valle Vitulanese, nella quale ogni comunità conserva la propria identità, le proprie tradizioni e la propria storia, ritrovandosi però parte di un’unica grande comunità. Il momento centrale della giornata è stato la celebrazione eucaristica nella Basilica della Santissima Annunziata, sul tema “Laudato si’, mi’ Signore”, ispirato al Cantico delle Creature. La Santa Messa è stata presieduta da fr. Antonio Tremigliozzi, Ministro Provinciale dei Frati Minori del Sannio e dell’Irpinia. Al termine della celebrazione è intervenuto il vicario foraneo don Giovanni Rossi, che ha affidato alla comunità un messaggio di profonda gratitudine e di riflessione sul valore della pietà popolare.
“Quanto ci è stato dato di vivere in questo giorno manifesta la grandezza della pietà popolare, autentico tesoro spirituale del popolo di Dio”, ha sottolineato don Giovanni, ricordando come “nei gesti, nelle immagini, nei canti, nelle processioni e nelle preghiere consegnate di generazione in generazione, la fede dei padri torna a farsi voce, memoria e testimonianza”. Il vicario foraneo ha quindi evidenziato il significato del cammino compiuto dalle otto comunità: “I nostri paesi, raccolti attorno ai loro santi patroni, hanno fatto delle strade una via di preghiera e del pellegrinaggio verso questo convento una solenne e corale professione di fede, di comunione e di speranza”. Numerosi i ringraziamenti rivolti da don Giovanni Rossi a quanti hanno reso possibile la giornata: a fr. Antonio Tremigliozzi, al guardiano del convento padre Izaias e a tutti i frati, ai sacerdoti delle comunità della Valle, al consigliere regionale Fernando Errico presente alla cerimonia, ai sindaci e alle Amministrazioni comunali di Paupisi, Torrecuso, Foglianise, Castelpoto, Vitulano, Campoli del Monte Taburno, Cautano e Tocco Caudio, all’Arma dei Carabinieri, alle Protezioni Civili, alle associazioni e a tutti coloro che hanno collaborato nel silenzio e senza cercare riconoscimenti. Particolarmente intenso il passaggio dedicato ai Santi Patroni, protagonisti della giornata insieme alle loro comunità.
“Non abbiamo portato soltanto delle immagini sacre – ha ricordato – abbiamo recato con noi la storia cristiana dei nostri paesi, la fede consegnataci dai padri, le invocazioni elevate nei giorni della prova e il rendimento di grazie per i benefici ricevuti”. Una fede che, attraverso la processione, ha incontrato la vita quotidiana delle comunità: “Abbiamo portato la fatica delle famiglie, le attese dei giovani, la fragilità degli anziani, la speranza dei bambini e la memoria orante di quanti ci hanno preceduto nel segno della fede”. La giornata del 4 ottobre ha così rappresentato molto più di un appuntamento religioso.
È stata una testimonianza di una Valle che sa ritrovarsi, camminare insieme e riconoscersi nelle proprie radici, trasformando le differenze tra le singole comunità in una ricchezza condivisa. “Da questo convento ritorniamo alle nostre case non soltanto commossi, ma interiormente trasformati – ha concluso don Giovanni Rossi – pronti a rendere ragione della speranza che è in noi e a testimoniare il Vangelo nelle nostre comunità”. Un messaggio che ha accompagnato il saluto finale rivolto a tutti i fedeli: “Viva San Francesco! Viva i Santi della Valle Vitulanese!”.
