Autobus su Corso Garibaldi: le critiche di Benevento Domani

Boccalone: "una scelta incongrua nel cuore del sito UNESCO. Saldo di fine stagione?"

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Benevento.  

«Mantenuto l'impegno con i commercianti… facilitando l’ingresso delle persone»: così si annuncia il ritorno degli autobus su Corso Garibaldi dopo oltre vent'anni, presentato come la soluzione strategica per una categoria in sofferenza.

Parte da qui l'Associazione Benevento Domani in una nota del Presidente Nicola Boccalone che chiarisce "Una svolta che arriva dopo dieci anni di governo cittadino e che porta a chiedersi perché nessuno ci avesse pensato prima. Se così sarà, si tratta di una revisione storica della città, dalla soluzione tanto semplice quanto illuminata. L’Amministrazione sembrerebbe in ritardo con sé stessa: 10 anni per una soluzione così semplice! Una manovra così facile che viene da chiedersi come mai le amministrazioni precedenti non ci abbiano pensato e come mai non ci abbiano provato come loro, anche altri governi locali, in Europa e nel mondo?

Per oltre vent'anni il Corso è stato il salotto dei beneventani, uno spazio dove passeggiare, incontrarsi e vivere la città. C'è però un piccolo particolare: il Corso è un'arteria dell'area UNESCO.
Benevento è una delle sette località del sito seriale «I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)», iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 2011. La Chiesa di Santa Sofia ne è il fulcro, mentre l'intero centro storico, con Corso Garibaldi e Piazza Santa Sofia, ricade nella Buffer Zone. Il Piano di Gestione 2.0 per il periodo 2022-2027, fondato su sostenibilità, accessibilità e partecipazione, riconosce espressamente il valore della fruizione pedonale per interpretare e valorizzare il patrimonio longobardo. La tutela, certo, non deve ostacolare la mobilità, ma orientare soluzioni equilibrate e rispettose dell'identità della città.

L'impegno con i commercianti e la città andava mantenuto con un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile all'altezza di cui mancano le tracce. Sono comparse invece migliaia di strisce blu a ridosso del centro e delle aree commerciali, con tariffario esteso anche al sabato e alla domenica. Il tutto mentre si inauguravano piazze prima di prevedere parcheggi a monte e a valle del Corso. Quanti sceglieranno il bus per andare in centro invece di riversarsi nei centri commerciali aperti anche nell’ultimo decennio? Il disagio comprensibile del commercio non si risolve con la linea 16, ma con progetti di qualità e di attuazione concreta. Ricordarsene a fine consiliatura, dopo aver seminato strisce blu ovunque, somiglia più a un saldo di fine stagione che a una visione d'insieme.

A rendere la scelta ancora più discutibile sono alcune criticità che non possono essere liquidate come dettagli tecnici. Un fondo storico chiamato a reggere un carico per il quale non è stato concepito, con possibili ricadute sulla sua conservazione e sulla sicurezza di pedoni e visitatori potrebbe determinare responsabilità, ma a carico di chi? Dettagli tecnici? Non proprio.

C'è poi la questione delle autorizzazioni. Per il Codice dei beni culturali, strade e piazze di interesse storico di proprietà pubblica sono tutelate fino alla verifica dell'interesse culturale, non possono avere usi incompatibili con il loro carattere e le opere che le riguardano richiedono l'autorizzazione del Soprintendente. Il Codice della strada impone inoltre di valutare gli effetti del traffico sul patrimonio culturale nel delimitare le aree pedonali. La petizione chiede anche di verificare che ogni passaggio necessario sia stato compiuto prima di avviare la misura, nel rispetto di chi la città la vive e la visita.
Nessuna contrapposizione ideologica tra mobilità e tutela, si precisa. L'obiettivo è conciliarle con scelte documentate e responsabili. Perché Corso Garibaldi «non è soltanto una strada», ma uno spazio identitario, e un sito patrimonio dell'umanità che merita decisioni all'altezza del suo valore".