“Un momento storico per la città di Benevento”. Il sindaco Clemente Mastella rivendica il valore dell’intervento che porterà alla realizzazione del nuovo sistema di depurazione delle acque reflue del capoluogo sannita. Un’opera attesa da anni, destinata a colmare una carenza infrastrutturale che ha pesato sul territorio anche sul piano ambientale ed economico. L’intervento, dal valore complessivo di circa 47 milioni di euro, entra nella fase esecutiva dopo un percorso avviato nel 2012 e segnato da difficoltà, rallentamenti e passaggi amministrativi complessi. L’obiettivo è arrivare alla realizzazione delle opere entro 720 giorni dalla consegna dei lavori, termine indicato nel corso della presentazione. «Benevento è una delle città d’Italia che non aveva il depuratore. Oggi finalmente avrà il depuratore», ha dichiarato Mastella, sottolineando il significato del progetto per la qualità dei servizi, la tutela ambientale e le prospettive di sviluppo della città. Il sindaco ha ricordato il lavoro svolto sin dal 2012 e come la mancata depurazione abbia esposto l’Italia a una procedura d’infrazione comunitaria, con conseguenze anche sul piano economico. Il superamento di questa criticità rappresenta uno degli obiettivi centrali dell’opera.
Il primo cittadino ha evidenziato anche le ricadute pratiche per le attività economiche, in particolare per quelle che oggi devono sostenere costi aggiuntivi per sistemi autonomi di depurazione. La disponibilità di un servizio adeguato, ha spiegato, potrà rendere il territorio più attrattivo per le imprese e favorire nuovi insediamenti produttivi.
L’impianto di contrada Scafa e i collegamenti con Ponte Valentino
Il progetto prevede la realizzazione del nuovo impianto di depurazione in località Scafa, dimensionato per un carico di 45mila abitanti equivalenti, oltre a una serie di collettori e opere di adduzione necessari per collegare la rete fognaria esistente alle nuove infrastrutture. È previsto anche il collegamento con il depuratore ASI di Ponte Valentino, attraverso un sistema di collettamento e un impianto di sollevamento, per una potenzialità indicata in 10mila abitanti equivalenti. Il programma comprende inoltre la dismissione degli impianti di Ponte delle Tavole, Capodimonte e Pontecorvo e la realizzazione di un nuovo tratto di collettore nell’area di Monte Calvo. Nel complesso, il sistema è destinato a servire un carico equivalente a circa 55mila abitanti, attraverso infrastrutture coordinate e interventi sulla rete fognaria cittadina.
Fatuzzo: 720 giorni per completare l'opera
«L’impianto di depurazione non favorisce soltanto l’ambiente, ma tutta l’economia della zona», ha sottolineato il commissario straordinario Fabio Fatuzzo. Il riutilizzo della risorsa idrica, ha spiegato, può rappresentare un vantaggio per l’agricoltura e per le attività produttive, consentendo di risparmiare acqua potabile.
Nel corso degli anni, la scelta dell’area destinata a ospitare l’impianto ha alimentato un dibattito acceso. La soluzione individuata in contrada Scafa, secondo quanto illustrato durante la presentazione, riguarda un’area priva di vincoli e situata a debita distanza dai centri abitati.
Fatuzzo ha spiegato che l’impresa ha offerto un ribasso del 20% sui tempi previsti per l’esecuzione, portando la durata programmata da 900 a 720 giorni. L’impegno assunto è quello di procedere alla consegna dei lavori entro ottobre, con il conteggio dei 720 giorni che partirà proprio dalla consegna. Anche la ditta che realizzerà l'impianto: Di Vincenzo Dino & C. S.p.A., azienda attiva da oltre settant’anni nei settori della progettazione e delle costruzioni civili, ha manifestato la necessità di rispettare modalità e tempi stabiliti.
