Dal 14-15 di settembre al 14-15 di ottobre. A distanza di un mese territori diversi, stessa catastrofe. Dall'Emilia, Piacenza, al Sannio, Benevento, paesi del Taburno, paesi del Tammaro e del Fortore. Da nord a sud a distanza di un mese: acqua, fango, imprese distrutti, sogni spazzati via. E poi la ricostruzione: quella parlata, quella effettiva. A Piacenza 200 aziende danneggiate dall'acqua, e poi case, ponti, strade... più di 70 milioni di euro di danni ingoiati dal Nure, fiume che come il Calore e il Tammaro per il Sannio, ha portato devastazione in quei territori. E c'è Parma anche: colpita dall'alluvione un anno prima. Piacenza e Parma come il Sannio dunque, utili anche per fare un parallelo del dopo, della ricostruzione e di ciò che è avvenuto e che avverrà. Ottopagine per un bilancio ha contattato chi ha seguito da vicino il disastro piacentino e il post: Elisa Malacalza, gionalista del quotidiano La Libertà. (Continua sull'app)
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