Acqua nera, fango ovunque, case, strade e attività distrutte. Lacrime, lacrime ovunque. Si svegliò così Benevento due mesi fa: l'esondazione del Calore aveva portato via tutto: speranze, attività, e anche vite. Così nei paesi del Taburno...qualche giorno dopo sarebbe toccato all'Alto Sannio e al Fortore. A distanza di due mesi c'è la rabbia del tessuto produttivo: i riflettori si sono spenti, l'emergenza e il fango restano. Romano, di Confcommercio, con Ottopagine (intervista completa sull'App News di Ottopagine) attacca: «Nulla è stato fatto...e inoltre le imprese vengono prese in giro».
Cristiano Vella
