Complesso di San Vittorino, Colonia elioterapica, Spina Verde: tre interventi di riqualificazione urbana rientranti nel programma PIU Europa che sono praticamente completati e aspettano solo gli ultimi ritocchi prima del taglio del nastro. È una delle eredità della decennale sindacatura di Fausto Pepe, il quale cala il carico pesante sul tavolo politico a due giorni dalle primarie di un PD, che resta contraddistinto da veleni e faide intestine: “Entrambi i candidati dovrebbero essere fieri di quanto abbiamo fatto in questi anni – polemizza il primo cittadino – si tratta di opere realizzate da un sindaco del PD”.
Il sindaco gongola nel vedere le opere quasi terminate e facendo orgogliosamente da Cicerone alla stampa sfida chiunque a dire che non ha cambiato il volto della città e dei suoi quartieri. A partire dal centro storico che avrà un nuovo polo della cultura con auditorium e spazio espositivo nel recuperato convento di San Vittorino. E poi la passeggiata sul lungocalore e il rifacimento del ponte Vanvitelli, percorso che si collega alla rifunzionalizzata Colonia Elioterapica, con giardino, campo polivalente e palestra che diventerà la casa della scherma beneventana. Nel Rione Libertà intorno a metà aprile verrà inaugurata la Spina Verde: quasi un chilometro di parco che collegherà le due chiese - e i due poli - del popoloso quartiere di Benevento, con una mediateca dotata di postazioni informatiche e aula multimediale e un piccolo teatro da centodieci posti progettato per ospitare concerti di jazz e musica classica: “Purtroppo oggi va di moda l'arte del parlare – afferma Fausto Pepe – che è cosa diversa dal verificare e approfondire le questioni; quando siamo entrati in carica nel 2006, in città c'erano molte incompiute”. Pepe insomma sposta l'asse delle polemiche anche politiche verso un dibattito sulle cose fatte. Le luci sfavillanti sono quelle delle nuove infrastrutture che stanno per entrare in funzione, gli interventi già conclusi talvolta hanno già generato delle ombre.
È tuttavia presto per una valutazione storica del doppio mandato della fascia tricolore, anche perché un giudizio a campagna elettorale appena iniziata rischia di essere solo fuorviante e semplicistico.
