“Sono molto deluso dal sindaco Fausto Pepe, in lui non ho visto lo stesso spirito di collaborazione che dovrebbe esserci tra persone appartenenti allo stesso territorio”. Inizia così lo sfogo di Christian Palladino, cantautore che, il 13 febbraio scorso, è stato protagonista di un concerto a Teatro “De Simone” di Benevento.
Nonostante il successo dell’evento “Mia Signora... ed altre storie” a Palladino non è andato giù il reticolo gestionale in cui si è imbattuto per organizzare lo spettacolo: “Ho contattato il sindaco Pepe con grande fiducia, felice di far iniziare il mio progetto dalla mia Benevento, di regalare alla mia gente una bella festa di musica ma non ho ricevuto alcuna risposta. Mi sono intestardito ed ho scoperto che la gestione è relativa ad un ufficio preposto, con a capo sempre il sindaco, e con mio somma sorpresa mi sono state chieste ben 900 € per l’affitto del teatro per un giorno, stessa cifra di un noto teatro privato a Benevento di 700 posti, mentre il De Simone ne ha appena 237 di cui 50 in galleria attualmente inagibili”.
La rabbia dell’artista però non finisce qui: “Non amo far polemiche ma questa volta è troppo, credo che l’arte andrebbe meglio tutelata ed incentivata, così è solo lucro e sono stato lasciato solo in balia degli eventi, abbandonato dalle istituzioni che dovrebbero rappresentare l’intera collettività e tutto il movimento culturale”.
Dice la sua anche Nando Misuraca, direttore e produttore della Suono Libero Music, etichetta discografica napoletana che segue e rappresenta Palladino: “In occasione della conferenza stampa di presentazione del concerto presenziò la senatrice Stefania Pezzopane che venne direttamente da Roma per starci accanto, perché crede in noi giovani e nel progetto. In quella occasione-prosegue il produttore napoletano-, nonostante fosse stato invitato da me personalmente ed avesse accettato, il sindaco non si presentò”.
A concludere il discorso è lo stesso Palladino: “Se facessi i calcoli di quanto è costato il concerto dico onestamente che abbiamo speso più di quanto incassato ma ciò non toglie che ne abbiamo guadagnato di gioia e speranza nel vedere il teatro pieno e gli occhi della gente in platea colmi di emozione e, per questo, non c’è prezzo. Beati coloro i quali hanno la sensibilità di percepire cose più vere di quelle che si toccano».
