Brindano, Rossella e Alessandro, i titolari del Bar “Bologna”. Anche se fuori piove. Come quella mattina del 15 ottobre, quando il rione Ponticelli di Benevento si risvegliò sott'acqua. Oggi però si festeggia. Dopo cinque mesi la loro attività torna a servire caffè e dolci. Una rinascita, anche simbolica, di tutto il quartiere, che prova a tornare alla vita di sempre.
Una ritrovata quotidianità, ottenuta a prezzo di grandi sacrifici economici. Rossella non prova vergogna nell'ammettere che senza l'aiuto dei genitori non ce l'avrebbero fatta ad ottenere i due mutui con cui pagare i lavori di ristrutturazione e i macchinari nuovi per il bar e il laboratorio di pasticceria.
Cinque mesi lunghi, lunghissimi, anche per i dipendenti, che non hanno mai perso la speranza e la convinzione che il loro posto di lavoro fosse al sicuro e si trattasse solo di aspettare.
Una bella storia il cui lieto fine – tuttavia – non potrà essere scritto che dalle istituzioni. Senza una pulizia dell'alveo del Calore e il rafforzamento degli argini, residenti e commercianti vivranno con l'angoscia che l'acqua e il fango possano tornare. L'ultimo spavento c'è stato domenica scorsa, quando le intense piogge hanno ingrossato il fiume, fortunatamente senza conseguenze. Ma “non si può vivere perennemente in tensione”, dice Alessandro, “noi siamo ripartiti, ora tocca ad altri provvedere a mettere in sicurezza il fiume affinché non si ripeta la catastrofe di ottobre”.
Perché la fiducia nei propri mezzi e nelle proprie capacità è sconfinata, ma, ci dice una dipendente dell'attività commerciale, “se dovesse esserci un'altra alluvione, non so se avremo la forza di rialzarci una seconda volta”.
