Il comitato Articolouno per il referendum costituzionale ha programmato una conferenza stampa che si terrà venerdì 22, dalle ore 11.30, presso l'aula consiliare di palazzo Mosti a Benevento. "Con questo incontro, si legge in una nota, intendiamo presentare le iniziative organizzate per la celebrazione del prossimo 25 aprile, che quest'anno cade in un momento particolarmente delicato, considerata la recente approvazione della legge di riforma costituzionale. In autunno saremo chiamati ad un referendum per decidere della legge di riforma costituzionale appena approvata. Una 'riforma' che decreta la la fine del bicameralismo perfetto e la riduzione delle funzioni del Senato, per cui sarà la sola Camera ad accordare o revocare la fiducia al Governo. Il Senato non verrà più eletto a suffragio universale e diretto, la Camera dei Deputati resterà l’unico organo parlamentare eletto direttamente dai cittadini, per giunta in una posizione di netta sottomissione rispetto all'esecutivo. Verrà addirittura triplicato il numero di firme necessarie per la presentazione dei disegni di legge di iniziativa popolare e si ridurrà il potere degli Enti Locali. Questa nuova Costituzione, letta insieme alla nuova legge elettorale cosiddetta Italicum, che prevede uno spropositato premio di maggioranza per il partito più votato senza una soglia minima per ottenerlo, mette in discussione la forma stessa di Repubblica democratica stabilita dall'art. 1. Non si tratta di difendere acriticamente un'inesistente intangibilità di una Grundnorm che prevede e regola essa stessa le possibilità di modifica. Si tratta di prendere atto che dei due modi possibili di orientare il cambiamento, accentramento del potere o allargamento della sfera di sovranità popolare, la riforma in questione sceglie nettamente il primo. Un disegno, effetto e non causa della crisi del costituzionalismo classico, in cui la concentrazione di potere è funzionale all'affermazione sempre più incontrastata della tecnocrazia finanziaria che si è impadronita dell'Unione Europea, e tanti danni e lacerazioni ha causato nel tessuto sociale dei Paesi più deboli e nelle vite di ciascuno di noi. Non per caso la più rilevante riforma costituzionale, l'introduzione del principio liberista del pareggio di bilancio nella legge fondamentale, è stata adottata con un consenso schiacciante. Con tutto quello che dal trionfo di questa moderna tecnocrazia consegue in termini pratici, di lavoro, disoccupazione, impoverimento diffuso. I feticci della governabilità e della rapidità, numi tutelari della primazia del Governo sul Parlamento, hanno già prodotto e continueranno a produrre mostri. Votare NO a questo referendum significa quindi dire NO a una legge che, calpestando la volontà degli elettori, accentra il potere nelle mani del partito unico di governo e lo sottrae ai cittadini. Da qui la spinta a mobilitarci per far sentire la nostra voce e puntare piuttosto a modifiche evolutive che concretizzino il principio chiave di sovranità popolare, in nome di quei principi di democrazia e partecipazione per i quali i nostri partigiani hanno lottato e versato il loro sangue. È doveroso portare avanti, soprattutto in questo 25 Aprile, la loro lotta mai conclusa e sempre viva per fermare questa riforma che, riportando indietro le lancette della Storia, vuole di fatto annullare l’eredità che la Resistenza ci ha lasciato. Continuiamo a Resistere".
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