Sei mesi fa l'alluvione, la devastazione, i morti. Oggi quel fango è secco, sotto il sole, ma è ancora tutto lì. Il Parco Cellarulo, poco lontano dal centro della città avrebbe dovuto essere un simbolo, un fiore all'occhiello, è completamente devastato. Muri crollati, venuti giù sotto la furia delle acque, fango ovunque, sporcizia, degrado. E poi c'è il fiume: alberi divelti, ormai secchi, che restano lì dove la corrente li ha lasciati, anzi, iniziano a germogliare: dove ci sono già diversi alberi ne nasceranno degli altri, e dunque, appena pioverà, quando pioverà, ci sarà un tappo già bello e pronto, a deviare di nuovo il corso del fiume e a creare pericoli per chi abita da queste parti. A Pantano, infatti, i residenti sono inviperiti, ricordano quel che successe allora e sanno che potrebbe accadere di nuovo.
Alluvione: quel fiume intasato fa paura
Pantano e Cellarulo: il letto del fiume è pieno di alberi e detriti
Benevento.
