25 Aprile: "Il peggior nemico della libertà è l'oblio"

L'anniversario della liberazione e la riflessione di Francesco Zoino Italia dei Valori

Intolleranza, odio, diseguaglianze, razzismo, discriminazioni, restrizioni sempre più pervicaci della libertà, feriscono ogni giorno la nostra giovane democrazia....

Benevento.  

Riflessioni in vista della giornata del 25 aprile Festa della Liberazione, sono state espresse, in una nota, dal segretario provinciale di Italia dei Valori e consigliere comunale a Palazzo Mosti, Francesco Zoino.

"L’anniversario della Liberazione - scrive - ci dice soprattutto due cose: il tempo che ci separa da quello storico 25 aprile si allunga e si allontana, esponendoci al rischio dell'oblio di una memoria preziosa; nonostante questa distanza temporale, però, lo spirito della Resistenza, quel complesso intreccio di ardore morale, coraggio, determinazione, aspirazione alla libertà e senso di giustizia, non ha mai cessato di esistere, al contrario, esso reclama oggi una nuova vita, che sia capace di metterlo al centro del presente, attraversato dai peggiori lasciti dei nemici combattuti e vinti nel '45.
Intolleranza, odio, diseguaglianze, razzismo, discriminazioni, restrizioni sempre più pervicaci della libertà, feriscono ogni giorno la nostra giovane democrazia, quel solido edificio costruito con il sangue dei partigiani, che negli anni si è dimostrato invece estremamente e fatalmente fragile, se a sostenerlo non c’è lo spirito che animava i padri costituenti, diretta eredità della Resistenza.

Tuttavia, la distanza da quell’epoca straordinaria non è mai stata così lunga. Ecco perché celebrare la Liberazione è un atto politico tutt'altro che vuoto, è l’opposto di un gesto retorico e vano. Non si tratta di allestire pompose messinscene che esaltino a vanvera i principi democratici.

Si tratta di ricordare da dove viene la nostra Storia, di rammentare a noi stessi qual è il peso di una democrazia autentica, di rievocare il clima di giustizia e di libertà da cui è scaturita la repubblica italiana.
Sarebbe non solo un momento di ricordo collettivo delle nostre origini, ma un modo per proiettarsi verso il futuro della società italiana. Il peggior nemico della libertà è l'oblio.

L’oblio delle atrocità commesse dai nazifascisti, del dolore della guerra, del sacrificio della lotta partigiana, della capacità di rinascita del nostro paese. L'oblio delle ferite e delle morti.

Se dimentichiamo tutto questo, rendiamo possibile il risveglio di quel "male assoluto" che 70 anni fa devastò l'Europa.
La libertà e la democrazia non vanno solo conquistate. Vanno difese, protette e custodite. Sempre. E' questo a rendere ogni volta la festa della Liberazione un appuntamento unico con il nostro passato più bello e al tempo stesso più tragico, e con il meglio della nostra identità".      

Redazione Bn