La Uil Avellino/Benevento comunica che la presunta tregua sulle morti bianche è durata solo due mesi. A marzo 2016 si è registrato un nuovo aumento di incidenti mortali sul posto di lavoro: 61 vittime a fronte delle 56 censite nello stesso mese del 2015. Annus horribilis che ha visto un'impennata del numero di vittime del lavoro: 1.172 incidenti mortali denunciati. Su questi dati riportati oggi dall’Inail, si sono interrogati istituzioni, associazioni e cittadini in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro.
Ancora oggi di lavoro ci si ammala e si muore, aumentano le patologie e gli infortuni mortali: lo dimostrano i dati, ma anche le notizie di cronaca quotidiana. Le cause sono molteplici: l’innalzamento dell’età lavorativa, che in alcuni settori crea disagi, e di sovente dei veri e propri disastri; la precarizzazione del lavoro, che non consente la stabilità necessaria a un’adeguata conoscenza delle criticità connesse ai luoghi di lavoro; l’aumento delle patologie collegate alla rapida innovazione tecnologica e agli agenti chimici; gli scarsi controlli. Inoltre, è stato riscontrato un utilizzo improprio dei voucher, se non un vero e proprio abuso, che in determinati settori -senza adeguata formazione – diventano uno strumento molto pericoloso per la sicurezza nel luogo di lavoro.
“In Italia serve una strategia comune – osserva Fioravante Bosco, segretario generale aggiunto della Uil Avellino/Benevento - che coinvolga sinergicamente tutti gli attori: Governo, Istituzioni e Rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori per modificare la cultura del lavoro legata alla salute e sicurezza, che però non investe direttamente i lavoratori per coinvolgerli nei processi formativi. Bisogna considerare la prevenzione non come un costo, bensì come un investimento: per i lavoratori, per le imprese, per il Paese”.
Redazione Bn
