Paolo Diacono e il patrimonio materiale e immateriale dei Longobardi saranno tra i temi dei quattro momenti di approfondimento che arricchiranno la quinta edizione de La Contesa di Sant'Eliano, la rievocazione storica promossa da Benevento Longobarda, che torna dal 23 al 26 giugno.
Quattro convegni con la medievalista Elena Percivaldi, uno per ogni giorno dell'evento nella Chiesa del SS. Salvatore.
E diversi concerti che spazieranno dal canto beneventano in poi. Sono solo due delle numerose novità della manifestazione che è stata presentata questo pomeriggio al Chiostro di San Francesco.
«Epicentro dell'evento – ha ricordato il Presidente di Benevento Longobarda, Alessio Fragnito – sarà sempre piazza Castello dove si svolgono i palii, le sfide tra le fare che si contendono le reliquie di Sant'Eliano traslate a Benevento nel 763 da Arechi II».
Un format che piace ai cittadini, ai turisti e in particolare ai bambini e che risulta un'iniziativa inimitabile per respirare l'atmosfera del ducato di Benevento.
Non solo. Benevento Longobarda piace anche ad esperti del settore a livello nazionale. Non è un caso che la rivista MedioEvo, abbia dedicato ampio spazio a Benevento e ai Longobardi nel suo ultimo numero. E Road Television sarà in città a “catturare” immagini della rievocazione per conto di Rai Storia, per questo sarà riproposto il matrimonio di Arechi e Adelperga.
In strada, come sempre, gruppi del Sannio che presenteranno spettacoli e guideranno itinerari turistici ma anche gruppi storici da tutta Italia. Ancora tra le novità una cena medievale in costume per la quale occorre la prenotazione (costo di circa 35 euro). E uno spettacolo per i più piccoli che nasce in collaborazione con “Il Mulino dei Piccoli”. E' “Che barba lunga che hai” e arricchirà la proposta che, come sempre, conta sui banchi didattici, gli spettacoli di giocoleria e artisti di strada e tante altre proposte (programma ancora provvisorio su beneventolongobarda.it).
L'evento, ancora una volta, è completamente autofinanziato da Benevento Longobarda. «Lo scorso anno abbiamo registrato 15mila presenze, speriamo di avere ancor più successo. Purtroppo, però, le difficoltà economiche non ci rendono certo il lavoro semplice. Non so – prosegue ancora Fragnito – se riusciremo a pagare l'evento ed è per questo che abbiamo bisogno del sostegno di tutti».
L'invito è ai cittadini e alle istituzioni. Ma, soprattutto, è ancora una volta lo sfogo di un gruppo che lavora per la città e non si sente certo sostenuto. «Le cose devono cambiare – prosegue Fragnito – alla Provincia è stato accordato un consistente finanziamento dalla Regione per un evento sui Longobardi. Nessuno ha pensato a noi. E quei finanziamenti sono stati addirittura restituiti. Non solo non è giusto, è offensivo nei confronti del nostro lavoro».
Dall'associazione, poi, arriva un'ulteriore proposta. «Già da oggi – spiega ancora Fragnito - raccoglieremo, tramite la piattaforma Change le firme per trasformare la Rocca dei Rettori in un Museo. Ci sembra essenziale in una città che ai turisti piace, e molto. E non è possibile che per visitare la Rocca si debbano attendere le aperture o districarsi tra le auto in sosta sulla rampa. Occorre consentire la sua funzione di monumento, magari mettendo finalmente in atto la sua destinazione decisa sin dagli anni '50. Doveva essere una sezione storica del Museo del Sannio e questa è un'ipotesi da concretizzare spostando gli uffici in altra sede».
Mariateresa De Lucia
